Capitolo 11 - Il ballo proibito

Lo sguardo di Laura viene catturato da lui prima ancora di rendersene conto.

Sandokan indossa una lunga tunica color rame, dal tessuto prezioso che riflette la luce delle candele con discrezione. La fascia stretta in vita ne esalta la postura fiera, le maniche aderenti lasciano scoperti i polsi segnati da bracciali metallici che sembrano raccontare una storia diversa dalla sua. In mezzo agli abiti di foggia tipicamente europea degli altri invitati, lui rappresenta un'eccezione impossibile da ignorare; non cerca di adattarsi a quel mondo e forse è proprio questo a renderlo così magnetico.

Ai suoi occhi, Sandokan non sta semplicemente partecipando al ballo: lo sta dominando con la sua imponenza fiera.

Lui stiracchia un sorriso accattivante. «Sorpresa» mormora suadente. Solleva un sopracciglio, osservandola con attenzione da dietro la maschera.

«Non è possibile» sbotta Laura incredula.

«Eppure eccomi qui davanti a te in tutta la mia magnificenza.»

La ragazza corruga la fronte, cercando di controllarsi. «Niente Kali stasera?» lo punzecchia.

Sandokan solleva gli angoli delle labbra in un sorriso pigro. Scuote la testa. «Kali è nella foresta». Abbassa la voce in modo che soltanto lei possa sentire. «Ma se mi offendi troppo posso sempre farla entrare dalla finestra.»

Laura affila lo sguardo per intimidirlo, ma deve sollevare la testa per guardarlo in faccia visto che la sovrasta in altezza oltre che nella mole. «Cosa ci fai qui?»

«Oh sai...Mi stavo annoiando» risponde in tono casuale. «E poi mi sono ricordato della tua festa di compleanno: un evento troppo invitante per ignorarlo.»

Il modo in cui la sta sottilmente deridendo basta a mandarla in escandescenza. Lo trucida con gli occhi, indignata, tuttavia gli sta dedicando più attenzione di quanto abbia mai fatto con un uomo.

«A proposito...Buon compleanno, piccola volpe. Quel vestito ti sta divinamente. Sarà merito dei tessuti.»

Laura vorrebbe perseverare a fissarlo con odio, ma quel semplice complimento basta a scalfirne leggermente la corazza. Arrossisce, maledicendo le reazioni incontrollate del proprio corpo. «Grazie.»

Sandokan continua a studiarla, gli occhi scuri e penetranti che la perforano attraverso la maschera. È ovvio che l'irritazione di Laura lo stia divertendo più del dovuto.

Dalla sua postazione in fondo alla sala, Lord Edward nota l'approccio tra i due. Li scruta con circospezione. Quell'uomo sconosciuto appare molto disinvolto con sua figlia, il che lo stupisce non poco. Si chiede chi sia e se si tratti di una persona affidabile; c'è qualcosa in lui che non lo convince.

Il Capitano Brooke è dello stesso avviso. Lo straniero ha attirato la sua attenzione appena si è avvicinato a Laura e il modo in cui la fanciulla lo sta affrontando non lascia presagire nulla di buono. Se l'atteggiamento rigido, infatti trasmette irritazione, lo stesso non si può dire delle sue reazioni involontarie: l'arrossamento delle guance, il fatto che non riesca a togliergli gli occhi di dosso, il modo in cui continua a tormentarsi le labbra...
James avverte una fitta di fastidio e…Gelosia? Laura gli piace molto e, sebbene sappia che la ragazza non corrisponde i suoi sentimenti, ha sempre pensato di poterla convincere di essere l'uomo giusto per lei.
O almeno, prima che s'imbattesse in quell'uomo.
Il Capitano Brooke lo studia a distanza. Strano, gli ricorda qualcuno. Decide di studiarlo più da vicino.

«Trovo molto sciocco da parte tua presentarti in casa del tuo nemico» dice Laura a Sandokan.

«Sciocco?» Il pirata inclina la testa come se stesse riflettendo sulle sue parole. «Forse. D'altronde sono sempre stato più coraggioso che saggio.»

Lei sbuffa in risposta, lasciando vagare distrattamente gli occhi sulla sala. Si accorge dello sguardo attento del padre, ma soprattutto di James Brooke intento a raggiungerla. Sicuramente per rivendicare il ballo promesso. «Abbastanza coraggioso da invitarmi a danzare?»

Sandokan coglie al volo il motivo dietro a quella domanda. Il suo sguardo scivola su Lord Brooke che si fa strada tra la folla, e un lampo di divertimento gli attraversa il viso. «Certo.» Tende la mano verso di lei.

La ragazza esita soltanto un istante prima di accettarla. La sua mano risulta estremamente piccola e sottile in quella del pirata che, al contrario, è grande, callosa e dalla presa decisa, ma sorprendentemente delicata allo stesso tempo.

La conduce verso il centro della pista e, una volta che hanno individuato il proprio spazio, Sandokan le avvolge la vita sottile con l'altro braccio, attirandola appena più vicino.

Laura si sente assurdamente a suo agio fra le braccia del pirata, sebbene non lo ammetterebbe nemmeno sotto tortura. Senza contare che per l'ennesima volta lo sta proteggendo dal padre.

Sandokan lo sa, così come sa che non dovrebbe trovarsi lì, in mezzo a una sala di potenziali nemici soltanto per tenere quella piccola volpe fra le braccia. Avverte distintamente lo sguardo truce di Lord Edward su di sé e scorge − non senza un velo di compiacimento − l'espressione furiosa del Capitano Brooke quando le sottrae la damigella a cui aveva strappato la promessa del primo ballo della serata.
É consapevole di tutto questo, eppure non riesce a dispiacersi della situazione in cui si trova; meno che mai mentre tiene stretta a sé la figlia del suo peggior nemico, il corpo caldo e delicato a un centimetro dal proprio.

Ben presto Laura accantona il broncio per lasciare spazio a un sorriso radioso, lo stesso che da troppo tempo mancava sul suo viso. Danza con lui, si diverte e scoppia addirittura in una fragorosa risata quando la solleva facilmente, attirando le occhiate dei presenti.

Nemmeno Sandokan può fare a meno di ridere quando sente la sua risata allegra, un suono che sembra spezzare per un attimo la rigidità della festa. E forse anche qualcos'altro dentro di lui.
La solleva fra le braccia, leggera come una piuma, e la fa volteggiare in aria prima di posarla delicatamente al suolo.

Lord Edward osserva la scena con immenso stupore. Non ricorda l'ultima volta che ha visto sua figlia divertirsi così ed è abbastanza sicuro che non sia mai accaduto in compagnia di un uomo. Ciò dovrebbe rallegrarlo, ma quel tale a lui sconosciuto si comporta in modo fin troppo intimo famigliare nei confronti di Laura, come se si stesse deliberatamente prendendo spazio senza nemmeno chiedere il permesso. Qualunque uomo di buona reputazione si sarebbe interfacciato con Lord Edward prima di corteggiare la figlia...Quello straniero, invece, ha varcato la soglia di casa sua senza nemmeno presentarsi e ciò concorre a irritarlo non poco.

Laura ha le guance rosse, gli occhi che brillano e i capelli un po' spettinati dal continuo volteggiare. Nota sottecchi che James si sta avvicinando, così afferra la mano di Sandokan e, senza riflettere, lo trascina lontano dalla pista. Afferra due bicchieri di vino dalla tavola e lo conduce sul patio esterno della casa, in una zona un po' appartata. Ride, divertita e trafelata dalla fuga.

Quando finalmente si fermano, Sandokan sorride nel vederla così. «Credo che tuo padre e Lord Brooke non si stiano affatto divertendo» osserva sorseggiando un po' di vino dal bicchiere che gli ha appena passato.

«Come potrebbero? A James hai soffiato il ballo che gli avevo promesso, mentre a mio padre è toccato vedere la sua innocente bambina tra le braccia di un aitante indigeno dal fascino tenebroso!»
Ride bevendo un sorso di vino, ignara di averlo appena definito affascinante.

Sandokan sorride ancora di più, nascondendo il proprio divertimento in un sorso di vino. «Non so se indigeno sia il termine giusto per definirmi, piccola volpe» commenta serafico, lasciando scivolare una mano sul suo fianco per attirarla più vicino e sfilarle delicatamente la maschera. Poi si toglie la sua.

La musica della festa filtra attutita dalle finestre verso l'esterno, mentre loro due condividono quell'angolo appartato del patio, dietro una colonna, incapaci di distogliere gli occhi l'uno dall'altra.

Laura si accorge di quanto siano vicini e non può fare a meno di arrossire. Non è mai stata così a stretto contatto con un uomo: le è stato insegnato che risulterebbe indecoroso prima del matrimonio. Si scosta impercettibilmente schiarendosi la voce. «Da dove vieni, Sandokan?»

Lui nota la sua improvvisa timidezza, sicuramente dovuta alla consapevolezza dell'intimità fisica tra di loro. Ciononostante non abbandona il suo sguardo, la mano che tiene il bicchiere di vino appoggiata con disinvoltura sul muretto alle spalle di Laura. «Da molti luoghi diversi» risponde bevendo un altro sorso. «Diciamo, però, che il mare è la mia vera e unica casa.»

«Allora perché ti trovi qui a Labuan?» lo interroga incuriosita.

Sandokan appoggia il bicchiere vuoto sul muretto dietro di lei e si sporge verso il suo viso. «Non è forse ovvio, piccola volpe?» Sorride. «Credevo che ormai l'avessi capito.»

Laura sbatte le palpebre, stordita da un'emozione nuova.

«Sono venuto a rubare qualcosa che non mi appartiene.»

L'intensità del suo sguardo è quasi feroce e lei si ritrova ad arrossire per l'ennesima volta, distogliendo gli occhi da quelli del pirata. Beve un sorso di vino, incapace di comprendere l'entità del suo tumulto interiore.

Sandokan sorride nel vederla così in difficoltà a tenere a bada le proprie emozioni. Si sporge ancora un po'. «É il vino che ti sta facendo arrossire, piccola volpe?» mormora suadente, studiandola con attenzione.

Annuisce. «Non bevo spesso.» Volge lo sguardo verso il mare. «I tuoi compagni ti attendono sul praho?» chiede per distrarsi.

Segue il suo sguardo verso l'oceano, dove la nave è ancorata da qualche parte, ma non risponde subito. «Sì» dice alla fine con calma. «Ma non c'è fretta.» Fa un passo verso di lei, gli occhi scuriti da un’emozione nuova. «Ho qualcosa di molto più interessante da fare qui.»

Laura sbuffa, più per mantenere una parvenza di controllo che per un reale motivo. «Sei fastidioso.»

Sandokan solleva un sopracciglio. «Ah sono fastidioso?» Fa un altro passo verso di lei, come se fosse attirato da una forza invisibile.

D'istinto Laura arretra. Si scontra con la colonna, trovandosi intrappolata.

Il pirata posa le mani sul muro dietro di lei, sporgendosi ancora un po’. «Allora perché non mi dici di andarmene, piccola volpe?» mormora con un tono più basso e profondo di prima.

La ragazza deglutisce. Adesso può sentire il suo odore virile...E le piace. Si schiarisce la voce in preda a un moto di orgoglio. «Perché...Sei l'unica compagnia passabile di questa sera.»

«Solo passabile?» Ridacchia inclinandosi su di lei e percependone il profumo. La vede premersi contro la colonna e trattenere il respiro per la sua vicinanza. Nota il modo in cui il petto si alza e si abbassa in modo irregolare. «Potrei farti cambiare idea.»

«Non credo» mormora senza convinzione.

Il suo sguardo si scurisce. «Stai tremando, piccola volpe» dice piano, accostando le labbra al suo orecchio mentre la tiene bloccata contro la colonna.

Laura sussulta. «Io...»

«Sì?» le fa eco, l’alito caldo che le solletica la pelle del collo.

Lo guarda negli occhi, poi indugia sulle sue labbra invitanti.

Sandokan se ne accorge e avvicina il viso al suo. Le loro labbra sono quasi sul punto di toccarsi. «Sei proprio sicura che non cambierai idea su di me?» mormora a un millimetro dalla sua bocca.

Laura rabbrividisce, incapace di replicare. Vorrebbe colmare la distanza fra le loro labbra, ma è intimidita.

La osserva con un sorriso appena accennato. «Non hai mai baciato nessuno prima d'ora, vero?» chiede a un soffio dalla sua bocca. Sposta la mano dal muro per afferrarle delicatamente il mento.

A quella domanda arrossisce imbarazzata. Si vergogna della propria inesperienza, sebbene sia normale per le fanciulle del suo calibro.
Tuttavia si convince ad accantonare l'orgoglio e a scuotere la testa. «No, mai» sussurra.

Sandokan sente il mento della ragazza tremare leggermente nella sua presa gentile. Sorride con un misto di tenerezza e desiderio. «Che peccato» mormora, gli occhi scuri fissi nei suoi. «Allora sarà mio l'onore.» E poi, finalmente, chiude quella piccola distanza tra di loro.

Laura sussulta sorpresa, preda di un desiderio inespresso. Le labbra dell'uomo sono calme, esigenti ma gentili, morbide e calde. Un autentico paradiso.

La sente irrigidirsi per un breve istante dopo che le loro labbra si congiungono, ma poi si scioglie lentamente sotto il suo tocco. È inesperta eppure così pronta ad assecondare i movimenti della sua bocca. È come un sogno per lui, che continua a tenerle il mento mentre preme le labbra su quelle di Laura.
All'improvviso le morde il labbro inferiore con delicatezza, strappandole un gemito che la fa arrossire. Senza nemmeno rendersene conto, la punta della sua lingua reagisce al piccolo morso di Sandokan, che geme a sua volta. Il gesto di Laura è innocente, ma accende la miccia del desiderio che sta disperatamente cercando di controllare. Con un movimento brusco, la stringe a sé, premendola contro il proprio corpo mentre approfondisce il bacio.

Laura sussulta quando sente la lingua di Sandokan invaderle la bocca e intrecciarla alla sua. È qualcosa di incredibilmente eccitante e la spinge a dischiudere di più le labbra, approfondendo a sua volta il bacio. Gli fa scivolare le mani tremanti dietro al collo, nonostante sia parecchio più alto di lei. Sentire il corpo muscoloso di Sandokan premuto contro il suo le fa esplodere il cuore. Inclina la testa per baciarlo profondamente, ogni istante che passa più sicura e bramosa di assaporarlo.

Sandokan chiude gli occhi e la stringe a sé mentre la bacia con ardore. C'è qualcosa nell'innocenza di Laura che la rende ancora più irresistibile, come un frutto proibito cui lui non può ambire ma che deve avere.

Inizia a temere che il suo piano gli si stia rivoltando contro...


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