Lo sguardo di Laura viene catturato da lui prima ancora di rendersene conto.
Sandokan
indossa una lunga tunica color rame, dal tessuto prezioso che riflette la luce
delle candele con discrezione. La fascia stretta in vita ne esalta la postura
fiera, le maniche aderenti lasciano scoperti i polsi segnati da bracciali
metallici che sembrano raccontare una storia diversa dalla sua. In mezzo agli
abiti di foggia tipicamente europea degli altri invitati, lui rappresenta
un'eccezione impossibile da ignorare; non cerca di adattarsi a quel mondo e
forse è proprio questo a renderlo così magnetico.
Ai suoi
occhi, Sandokan non sta semplicemente partecipando al ballo: lo sta dominando
con la sua imponenza fiera.
Lui
stiracchia un sorriso accattivante. «Sorpresa» mormora suadente. Solleva un
sopracciglio, osservandola con attenzione da dietro la maschera.
«Non è
possibile» sbotta Laura incredula.
«Eppure
eccomi qui davanti a te in tutta la mia magnificenza.»
La ragazza
corruga la fronte, cercando di controllarsi. «Niente Kali stasera?» lo
punzecchia.
Sandokan
solleva gli angoli delle labbra in un sorriso pigro. Scuote la testa. «Kali è
nella foresta». Abbassa la voce in modo che soltanto lei possa sentire. «Ma se
mi offendi troppo posso sempre farla entrare dalla finestra.»
Laura
affila lo sguardo per intimidirlo, ma deve sollevare la testa per guardarlo in
faccia visto che la sovrasta in altezza oltre che nella mole. «Cosa ci fai qui?»
«Oh
sai...Mi stavo annoiando» risponde in tono casuale. «E poi mi sono ricordato
della tua festa di compleanno: un evento troppo invitante per ignorarlo.»
Il modo in
cui la sta sottilmente deridendo basta a mandarla in escandescenza. Lo trucida
con gli occhi, indignata, tuttavia gli sta dedicando più attenzione di quanto
abbia mai fatto con un uomo.
«A
proposito...Buon compleanno, piccola volpe. Quel vestito ti sta divinamente.
Sarà merito dei tessuti.»
Laura
vorrebbe perseverare a fissarlo con odio, ma quel semplice complimento basta a
scalfirne leggermente la corazza. Arrossisce, maledicendo le reazioni
incontrollate del proprio corpo. «Grazie.»
Sandokan
continua a studiarla, gli occhi scuri e penetranti che la perforano attraverso
la maschera. È ovvio che l'irritazione di Laura lo stia divertendo più del
dovuto.
Dalla sua
postazione in fondo alla sala, Lord Edward nota l'approccio tra i due. Li
scruta con circospezione. Quell'uomo sconosciuto appare molto disinvolto con
sua figlia, il che lo stupisce non poco. Si chiede chi sia e se si tratti di
una persona affidabile; c'è qualcosa in lui che non lo convince.
Il
Capitano Brooke è dello stesso avviso. Lo straniero ha attirato la sua
attenzione appena si è avvicinato a Laura e il modo in cui la fanciulla lo sta
affrontando non lascia presagire nulla di buono. Se l'atteggiamento rigido,
infatti trasmette irritazione, lo stesso non si può dire delle sue reazioni
involontarie: l'arrossamento delle guance, il fatto che non riesca a togliergli
gli occhi di dosso, il modo in cui continua a tormentarsi le labbra...
James avverte una fitta di fastidio e…Gelosia? Laura gli piace molto e,
sebbene sappia che la ragazza non corrisponde i suoi sentimenti, ha sempre
pensato di poterla convincere di essere l'uomo giusto per lei.
O almeno, prima che s'imbattesse in quell'uomo.
Il Capitano Brooke lo studia a distanza. Strano, gli ricorda qualcuno. Decide
di studiarlo più da vicino.
«Trovo
molto sciocco da parte tua presentarti in casa del tuo nemico» dice Laura a
Sandokan.
«Sciocco?»
Il pirata inclina la testa come se stesse riflettendo sulle sue parole. «Forse.
D'altronde sono sempre stato più coraggioso che saggio.»
Lei sbuffa
in risposta, lasciando vagare distrattamente gli occhi sulla sala. Si accorge
dello sguardo attento del padre, ma soprattutto di James Brooke intento a
raggiungerla. Sicuramente per rivendicare il ballo promesso. «Abbastanza
coraggioso da invitarmi a danzare?»
Sandokan
coglie al volo il motivo dietro a quella domanda. Il suo sguardo scivola su
Lord Brooke che si fa strada tra la folla, e un lampo di divertimento gli
attraversa il viso. «Certo.» Tende la mano verso di lei.
La ragazza
esita soltanto un istante prima di accettarla. La sua mano risulta estremamente
piccola e sottile in quella del pirata che, al contrario, è grande, callosa e
dalla presa decisa, ma sorprendentemente delicata allo stesso tempo.
La conduce
verso il centro della pista e, una volta che hanno individuato il proprio
spazio, Sandokan le avvolge la vita sottile con l'altro braccio, attirandola
appena più vicino.
Laura si
sente assurdamente a suo agio fra le braccia del pirata, sebbene non lo
ammetterebbe nemmeno sotto tortura. Senza contare che per l'ennesima
volta lo sta proteggendo dal padre.
Sandokan
lo sa, così come sa che non dovrebbe trovarsi lì, in mezzo a una sala di
potenziali nemici soltanto per tenere quella piccola volpe fra le braccia.
Avverte distintamente lo sguardo truce di Lord Edward su di sé e scorge − non
senza un velo di compiacimento − l'espressione furiosa del Capitano Brooke
quando le sottrae la damigella a cui aveva strappato la promessa del primo
ballo della serata.
É consapevole di tutto questo, eppure non riesce a dispiacersi della situazione
in cui si trova; meno che mai mentre tiene stretta a sé la figlia del suo
peggior nemico, il corpo caldo e delicato a un centimetro dal proprio.
Ben presto
Laura accantona il broncio per lasciare spazio a un sorriso radioso, lo stesso
che da troppo tempo mancava sul suo viso. Danza con lui, si diverte e scoppia
addirittura in una fragorosa risata quando la solleva facilmente, attirando le
occhiate dei presenti.
Nemmeno
Sandokan può fare a meno di ridere quando sente la sua risata allegra, un suono
che sembra spezzare per un attimo la rigidità della festa. E forse anche
qualcos'altro dentro di lui.
La solleva fra le braccia, leggera come una piuma, e la fa volteggiare in aria
prima di posarla delicatamente al suolo.
Lord
Edward osserva la scena con immenso stupore. Non ricorda l'ultima volta che ha
visto sua figlia divertirsi così ed è abbastanza sicuro che non sia mai accaduto
in compagnia di un uomo. Ciò dovrebbe rallegrarlo, ma quel tale a lui
sconosciuto si comporta in modo fin troppo intimo e famigliare nei
confronti di Laura, come se si stesse deliberatamente prendendo spazio senza
nemmeno chiedere il permesso. Qualunque uomo di buona reputazione si sarebbe
interfacciato con Lord Edward prima di corteggiare la figlia...Quello
straniero, invece, ha varcato la soglia di casa sua senza nemmeno presentarsi e
ciò concorre a irritarlo non poco.
Laura ha
le guance rosse, gli occhi che brillano e i capelli un po' spettinati dal
continuo volteggiare. Nota sottecchi che James si sta avvicinando, così afferra
la mano di Sandokan e, senza riflettere, lo trascina lontano dalla pista.
Afferra due bicchieri di vino dalla tavola e lo conduce sul patio esterno della
casa, in una zona un po' appartata. Ride, divertita e trafelata dalla fuga.
Quando
finalmente si fermano, Sandokan sorride nel vederla così. «Credo che tuo padre
e Lord Brooke non si stiano affatto divertendo» osserva sorseggiando un po' di
vino dal bicchiere che gli ha appena passato.
«Come
potrebbero? A James hai soffiato il ballo che gli avevo promesso, mentre a mio
padre è toccato vedere la sua innocente bambina tra le braccia di un aitante
indigeno dal fascino tenebroso!»
Ride bevendo un sorso di vino, ignara di averlo appena definito affascinante.
Sandokan
sorride ancora di più, nascondendo il proprio divertimento in un sorso di vino.
«Non so se indigeno sia il termine giusto per definirmi,
piccola volpe» commenta serafico, lasciando scivolare una mano sul suo fianco
per attirarla più vicino e sfilarle delicatamente la maschera. Poi si toglie la
sua.
La musica
della festa filtra attutita dalle finestre verso l'esterno, mentre loro due
condividono quell'angolo appartato del patio, dietro una colonna, incapaci di
distogliere gli occhi l'uno dall'altra.
Laura si
accorge di quanto siano vicini e non può fare a meno di arrossire. Non è mai
stata così a stretto contatto con un uomo: le è stato insegnato che
risulterebbe indecoroso prima del matrimonio. Si scosta impercettibilmente
schiarendosi la voce. «Da dove vieni, Sandokan?»
Lui nota
la sua improvvisa timidezza, sicuramente dovuta alla consapevolezza
dell'intimità fisica tra di loro. Ciononostante non abbandona il suo sguardo,
la mano che tiene il bicchiere di vino appoggiata con disinvoltura sul muretto
alle spalle di Laura. «Da molti luoghi diversi» risponde bevendo un altro
sorso. «Diciamo, però, che il mare è la mia vera e unica casa.»
«Allora
perché ti trovi qui a Labuan?» lo interroga incuriosita.
Sandokan
appoggia il bicchiere vuoto sul muretto dietro di lei e si sporge verso il suo
viso. «Non è forse ovvio, piccola volpe?» Sorride. «Credevo che ormai l'avessi
capito.»
Laura
sbatte le palpebre, stordita da un'emozione nuova.
«Sono
venuto a rubare qualcosa che non mi appartiene.»
L'intensità
del suo sguardo è quasi feroce e lei si ritrova ad arrossire
per l'ennesima volta, distogliendo gli occhi da quelli del pirata. Beve un
sorso di vino, incapace di comprendere l'entità del suo tumulto interiore.
Sandokan
sorride nel vederla così in difficoltà a tenere a bada le proprie emozioni. Si
sporge ancora un po'. «É il vino che ti sta facendo arrossire, piccola volpe?»
mormora suadente, studiandola con attenzione.
Annuisce. «Non
bevo spesso.» Volge lo sguardo verso il mare. «I tuoi compagni ti attendono sul
praho?» chiede per distrarsi.
Segue il
suo sguardo verso l'oceano, dove la nave è ancorata da qualche parte, ma non
risponde subito. «Sì» dice alla fine con calma. «Ma non c'è fretta.» Fa un
passo verso di lei, gli occhi scuriti da un’emozione nuova. «Ho qualcosa di
molto più interessante da fare qui.»
Laura
sbuffa, più per mantenere una parvenza di controllo che per un reale motivo. «Sei
fastidioso.»
Sandokan
solleva un sopracciglio. «Ah sono fastidioso?» Fa un altro passo verso di lei,
come se fosse attirato da una forza invisibile.
D'istinto
Laura arretra. Si scontra con la colonna, trovandosi intrappolata.
Il pirata
posa le mani sul muro dietro di lei, sporgendosi ancora un po’. «Allora perché
non mi dici di andarmene, piccola volpe?» mormora con un tono più basso e
profondo di prima.
La ragazza
deglutisce. Adesso può sentire il suo odore virile...E le piace. Si
schiarisce la voce in preda a un moto di orgoglio. «Perché...Sei l'unica
compagnia passabile di questa sera.»
«Solo
passabile?» Ridacchia inclinandosi su di lei e percependone il profumo. La vede
premersi contro la colonna e trattenere il respiro per la sua vicinanza. Nota
il modo in cui il petto si alza e si abbassa in modo irregolare. «Potrei farti
cambiare idea.»
«Non credo»
mormora senza convinzione.
Il suo
sguardo si scurisce. «Stai tremando, piccola volpe» dice piano, accostando le
labbra al suo orecchio mentre la tiene bloccata contro la colonna.
Laura
sussulta. «Io...»
«Sì?» le
fa eco, l’alito caldo che le solletica la pelle del collo.
Lo guarda
negli occhi, poi indugia sulle sue labbra invitanti.
Sandokan
se ne accorge e avvicina il viso al suo. Le loro labbra sono quasi sul punto di
toccarsi. «Sei proprio sicura che non cambierai idea su di me?» mormora a un
millimetro dalla sua bocca.
Laura
rabbrividisce, incapace di replicare. Vorrebbe colmare la distanza fra le loro
labbra, ma è intimidita.
La osserva
con un sorriso appena accennato. «Non hai mai baciato nessuno prima d'ora,
vero?» chiede a un soffio dalla sua bocca. Sposta la mano dal muro per
afferrarle delicatamente il mento.
A quella
domanda arrossisce imbarazzata. Si vergogna della propria inesperienza, sebbene
sia normale per le fanciulle del suo calibro.
Tuttavia si convince ad accantonare l'orgoglio e a scuotere la testa. «No, mai»
sussurra.
Sandokan
sente il mento della ragazza tremare leggermente nella sua presa gentile.
Sorride con un misto di tenerezza e desiderio. «Che peccato» mormora, gli occhi
scuri fissi nei suoi. «Allora sarà mio l'onore.» E poi,
finalmente, chiude quella piccola distanza tra di loro.
Laura
sussulta sorpresa, preda di un desiderio inespresso. Le labbra dell'uomo sono
calme, esigenti ma gentili, morbide e calde. Un autentico paradiso.
La sente
irrigidirsi per un breve istante dopo che le loro labbra si congiungono, ma poi
si scioglie lentamente sotto il suo tocco. È inesperta eppure così pronta ad
assecondare i movimenti della sua bocca. È come un sogno per lui, che continua
a tenerle il mento mentre preme le labbra su quelle di Laura.
All'improvviso le morde il labbro inferiore con delicatezza, strappandole un
gemito che la fa arrossire. Senza nemmeno rendersene conto, la punta della sua
lingua reagisce al piccolo morso di Sandokan, che geme a sua volta. Il gesto di
Laura è innocente, ma accende la miccia del desiderio che sta disperatamente
cercando di controllare. Con un movimento brusco, la stringe a sé, premendola
contro il proprio corpo mentre approfondisce il bacio.
Laura
sussulta quando sente la lingua di Sandokan invaderle la bocca e intrecciarla
alla sua. È qualcosa di incredibilmente eccitante e la spinge a dischiudere di
più le labbra, approfondendo a sua volta il bacio. Gli fa scivolare le mani
tremanti dietro al collo, nonostante sia parecchio più alto di lei. Sentire il
corpo muscoloso di Sandokan premuto contro il suo le fa esplodere il cuore.
Inclina la testa per baciarlo profondamente, ogni istante che passa più sicura
e bramosa di assaporarlo.
Sandokan
chiude gli occhi e la stringe a sé mentre la bacia con ardore. C'è qualcosa
nell'innocenza di Laura che la rende ancora più irresistibile, come un frutto
proibito cui lui non può ambire ma che deve avere.
Inizia a
temere che il suo piano gli si stia rivoltando contro...
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