Laura osserva l'abito e la maschera − ordinatamente riposti su un'apposita stampella − che ha indossato in occasione della sua festa di compleanno soltanto qualche sera prima. Sospira distrattamente, il gomito appoggiato allo scrittorio della propria stanza e la mano a reggerle il viso.
È così da
qualche giorno. Chiusa in camera, assorta nei propri pensieri e completamente
assente alla realtà che la circonda. Non ha nemmeno più cercato di sgattaiolare
fuori per inoltrarsi nella foresta o chissà dove, come avrebbe fatto in
qualsiasi altra occasione.
Tutti, in
casa Brown si sono accorti del suo isolamento, nonché dell'atteggiamento
trasognato.
Se n'è
accorta Intan, preoccupata dal modo in cui Laura pilucca a malapena il cibo,
come se avesse un nodo a serrarle lo stomaco.
Se n'è
accorto Lord Edward, stupito dalla quiete in cui vige l'intera abitazione da
quando l'amata figlia si è chiusa in quello strano silenzio intorpidito. Trova
difficoltà ad approcciare con lei in tale stato, non tanto perché sia
respingente quanto perché è chiaro che la sua mente sia altrove: Laura non è
arrabbiata né ribelle, tuttavia pare completamente assorbita dai propri
pensieri. È come se non si accorgesse nemmeno del trascorrere del tempo, quasi
non gliene importasse. Il che può significare soltanto una cosa, Lord Edward lo
sa. È ciò che più desidera e teme al tempo stesso.
Laura
dev'essersi innamorata.
Ma di chi?
Non
ricorda che gli abbia menzionato qualcuno di suo gradimento fra i numerosi
pretendenti presentatele negli ultimi tempi né che abbia dimostrato di
apprezzarne alla sua festa di compleanno. Fatta eccezione del Capitano James
Brooke, certo.
Lord Edward è parecchio confuso sui sentimenti di Laura nei confronti
dell'ambizioso cacciatore di pirati: da una parte sembra tollerarlo a stento,
dall'altra è tra i pochi a cui recentemente abbia dedicato la propria
attenzione, seppur velata di distacco. Il che può racchiudere un significato
nascosto ovvero che in fondo le piaccia. O che, comunque, non le
dispiaccia.
Con Laura
la differenza è minima.
Per questo
motivo, una sera Lord Edward decide di invitare James a cena. Vuole constatare
con i suoi occhi se tra lui e la figlia sia mutato qualcosa: spera di cogliere
dei segnali come sguardi rubati, risatine sommesse...
Ma non assiste a nulla di tutto questo. Affatto.
Laura si
presenta a tavola silenziosa e stranamente disinteressata a ciò che le accade
intorno, mentre la sua caratteristica principale, di solito, è l'incapacità di
tenere a freno la lingua. A malapena saluta James, il quale reagisce con palese
dispiacere e altrettanta sorpresa. Non fa in tempo a sfiorarle le nocche con le
labbra che Laura si è già allontanata, non con disprezzo ma tant'è.
Trascorre
l'intera cena pressoché in silenzio, a giocherellare con il cibo nel piatto
senza quasi toccarlo. Proprio come notato da Intan, che non aveva mancato
d'informare Lord Edward a tal proposito.
L'atteggiamento di Laura gli fa perfino dimenticare le preoccupazioni inerenti
ai pirati. Non è abituato a doverla gestire in pieno stordimento amoroso e non
sa come comportarsi. Strano a dirsi, ma preferisce di gran lunga interfacciarsi
con sua figlia quando si trova in modalità ribelle.
Dopo
quella cena anche James è preoccupato. Da una parte teme di essersi
compromesso, la sera della festa, nel menzionare a Laura le sue idee a
proposito del matrimonio, perché sa che ciò potrebbe averla allontanata da lui;
dall'altra è convinto - e terrorizzato - che il "Mercante
di sete" con cui si è intrattenuta per buona parte della festa possa avere
a che fare con il suo atteggiamento scostante e trasognato.
Una cosa è certa: urge correre ai ripari prima che sia troppo tardi.
***
Avendo
superato da un pezzo l'età degli stordimenti amorosi, Sandokan non
si mostra distratto come Laura. Tuttavia è pensieroso e un po' scorbutico,
quello sì, e Yanez non manca di farglielo notare di continuo.
«Cos'è
successo con la ragazza?» lo mette alle strette un giorno in cui sono da soli
sul praho. I membri della ciurma sono andati sulla terraferma per svagarsi un
po', cosicché il Portoghese ne ha approfittato per restare lì con il Capitano. «E
non dire niente, perché lo so che è una bugia! Te lo leggo in
faccia e poi non mi hai più aggiornato in merito al piano che la riguarda!»
Sandokan
sbuffa, fingendosi impegnato ad annodare una fune. «Il piano sta procedendo
bene.»
Yanez lo
fissa. Poi allarga le braccia con fare teatrale. «Sarebbe a dire?»
«Sarebbe a
dire che devi smetterla di assillarmi!»
«L'hai
sedotta o no?» chiede di rimando.
Sussulta,
ma non lo dà a vedere. Distoglie subito lo sguardo. «Ci sto lavorando.»
«Hai forse
perso il tuo charme, fratellino?» lo pungola l'altro.
Sandokan
lo fulmina e gli lancia la corda addosso. «Per niente! Ho solo bisogno di
tempo.»
«Non
abbiamo tempo! Più restiamo a Labuan e più rischiamo che Lord Edward o, peggio,
Brooke ci scoprano! E allora il tuo miserevole piano di vendetta potrà andare a
farsi benedire!»
«Chi è il
Capitano di questa nave, Yanez?» sputa fuori Sandokan, inviperito dalla
veridicità delle sue parole.
«Tu, Milord!
Ma visto che hai perso ogni traccia di buon senso mi vedo costretto a farti
rinsavire!» lo pungola, lungi dal farsi intimidire.
«Lo vuoi
capire che è tutto sotto controllo?»
«E tu lo
vuoi capire che non hai mai avuto il controllo su questa
faccenda? Mi è stato chiaro dal primo istante in cui hai incontrato la ragazza!»
Sandokan
alza gli occhi al cielo, esasperato. È abituato a bisticciare con Yanez, il che
non lo disturba più di tanto: sono uomini e in quanto tali abituati a dirsene
di ogni, salvo dimenticare tutto con un sorso di brandy o con una partita a
braccio di ferro. Tuttavia il suo amico si è rivelato subito scettico sulla
questione riguardante Laura Brown e non a torto.
La sua
piccola volpe.
Scuote la
testa per riprendersi e fissa gli occhi scuri in quelli gelidi di Yanez. «Ti
sbagli. Credimi» cerca di rassicurarlo.
Il
Portoghese sbuffa. «É per questo che dopo averla praticamente spiata per
giorni e giorni, dopo la sua festa hai smesso completamente di vederla?»
«L'ho
incontrata la notte successiva» lo corregge prima di rendersene conto. Si morde
la lingua, fin troppo consapevole dello sguardo compiaciuto di Yanez.
«Non me
l'avevi detto.»
«Sai
Yanez? Per fortuna siamo pirati, perché sei peggio di una moglie» borbotta.
«Allora, cos'è
successo la notte successiva alla festa che ti ha spinto a prendere le distanze
dalla ragazzina?»
«Non è una
ragazzina. E comunque non ho preso le distanze» mente. «Le sto solo concedendo
del tempo per elaborare i suoi sentimenti.»
È la
verità, almeno in parte. Sapendo di essere stato il suo primo bacio (nonché il
secondo, il terzo e tutti quelli che sono seguiti nella foresta), Sandokan ha
colto negli occhi di Laura un insieme di emozioni contrastanti fra cui
trepidazione, paura e confusione; non per niente quella notte l'ha fermato
prima di spingersi troppo oltre.
Al contrario di Yanez non la considera affatto una ragazzina, ma è consapevole
che sia giovane e priva di esperienze sia fisiche sia sentimentali e che debba
capire che cosa provi per lui.
Per Sandokan è fondamentale che Laura comprenda i suoi
sentimenti, ne va del suo stesso piano di rivalsa.
L'altra
parte della verità, quella che non direbbe a nessuno nemmeno sotto tortura −
figurarsi a Yanez −, è che…Anche lui è confuso. Baciare Laura, tenerla fra le
braccia, avvertire il suo corpo leggero contro il proprio gli ha mandato delle
scariche elettriche che non avvertiva dai tempi di…No, non vuole nemmeno
pensarci.
Marianna era Marianna.
Era e rimarrà per sempre l'unica donna del suo cuore, la sola che abbia mai
amato. Il motivo per cui sta facendo tutto questo.
Perciò
Sandokan si è tenuto alla larga da Laura per qualche giorno: ha bisogno di
schiarirsi le idee e capire cosa stia avvenendo dentro di sé, perché quella
fanciulla insolente lo faccia sentire a tal punto su di giri.
«Dunque mi
sei diventato un galantuomo» commenta Yanez stiracchiando un sorriso che allude
a una tregua momentanea. «Sia mai che questa ragazza possa esserti utile
davvero, in fondo.»
Il ritorno
chiassoso degli altri pirati interrompe la conversazione, facendo sì che
Sandokan tiri un sospiro di sollievo. «Vado a fare una cavalcata» annuncia.
<<Con
quale cavallo?>> chiede Yanez ironico, pur aspettandosi la risposta.
Sandokan,
già sul parapetto del praho e pronto a calarsi con la scialuppa, sorride. «Lo
ruberò.»
***
Il vento
le frusta il viso baciato dal sole, portandole indietro i lunghi capelli
sciolti che le conferiscono un aspetto più indomito che mai. Gli occhi
socchiusi, un sorriso accennato, le dita che stringono le redini e le gambe che
incitano Atena, la sua adorata cavalla, a galoppare più veloce che può.
Dopo
giorni di clausura e di silenzio, finalmente Laura si è decisa a mettere il
naso fuori di casa per concedersi una cavalcata sulla spiaggia. Stranamente
Lord Edward non ha avuto obiezioni a riguardo, il che la dice lunga sulle
preoccupazioni che nutre sull'atteggiamento della figlia.
A lei non
importa. D'un tratto ha avvertito impellente il bisogno di libertà e nessuno
meglio di Atena può soddisfarla in tal senso. È la sua migliore amica, è come
se condividessero la medesima anima selvaggia che smania di essere scatenata.
Chiude gli
occhi e si gode l'aria salmastra del tardo pomeriggio, respirandola a pieni
polmoni.
D'un
tratto le pare di sentire uno scalpiccio di zoccoli estranei a quelli di Atena.
Si volta e scorge un possente stallone nero che la tallona. Ma non è il cavallo
ad attirare la sua attenzione quanto piuttosto l'uomo che lo monta.
Riconoscerebbe ovunque e a qualunque distanza quel sorriso sardonico, i lunghi
capelli castani e quegli occhi scuri in grado di trafiggerla in profondità.
Sandokan.
Il cuore
di Laura salta un battito. Eccolo lì in tutta la sua magnificenza, l'oggetto
dei pensieri che l'hanno travolta e sconvolta negli
ultimi giorni.
Non ha idea del perché sia lì e di come abbia fatto a trovarla.
Mentre lo vede raggiungerla a tutta velocità non può fare a meno di sorridere
di rimando e incitare Atena ad aumentare l'andatura.
Sandokan ride e quel suono viene rapito dal vento che lo consegna alle orecchie
di Laura, facendola rabbrividisce di eccitazione.
Lui
accetta la sfida e sprona lo stallone a galoppare ancora più veloce. È un
esemplare sanguigno, dalla muscolatura imponente ma scattante, che non avrà
problemi a raggiungere la cavalcatura di Laura.
Sandokan non voleva andare da lei quel pomeriggio, aveva soltanto bisogno di
sfogare la frustrazione in seguito allo scambio avuto con Yanez con una bella
cavalcata; da lupo di mare qual è, non gli capita spesso di andare a cavallo,
ma gli piace. Così, dopo aver preso in prestito quel magnifico
palafreno lasciato accidentalmente incustodito da un malcapitato proprietario
che si sarà ritrovato appiedato, si è diretto verso la spiaggia di Labuan.
Così si è imbattuto nella piccola volpe, che, a quanto pare, ha avuto la sua
stessa idea.
Quando si
dice il caso. O forse il destino.
Prima di
lanciarsi al suo inseguimento, Sandokan è rimasto per qualche istante a
fissarla come imbambolato, trovandola bellissima in tale versione ancora più
selvatica di quella che aveva già avuto modo di conoscere. Sembrava
perfettamente a suo agio in sella al suo cavallo grigio, con i capelli al vento
e l'espressione sfacciata di chi affronta la vita a morsi, senza paura.
Rapito
dalla sua audacia nel provare a sfidarlo anche in quella circostanza, Sandokan
non smette un istante d'incitare lo stallone che, alla fine, riesce ad
affiancare Atena. I corpi dei due cavalli sono vicini, quasi si sfiorano.
Laura si
volta a guardare Sandokan. Sorride.
Il pirata
non può fare a meno di ricambiare, specie quando la vede allungare la mano
verso di lui. L'afferra senza indugio e la stringe nella propria.
Continuano
a galoppare così sulla riva nell'oceano al tramonto, mano nella mano e con gli
occhi agganciati.
A poco a poco i cavalli rallentano l'andatura al trotto e poi al passo, ma i
loro sguardi non si staccano un solo istante. Proprio come le mani.
Infine si
fermano. E Sandokan non resiste più. Sono talmente vicini da doversi sporgere
appena per raggiungere le labbra dischiuse di Laura e divorarle con un bacio
appassionato.
Al diavolo i buoni propositi di lasciarle tempo. Di concederne a sé stesso.
La bacia con una passione tracotante e affamata, portandole la mano dietro la
nuca per tenerla ancorata a sé. Non che ce ne sia bisogno.
Laura
ricambia il bacio come se ne andasse della sua stessa vita.
Come se non avesse bramato altro per giorni.
E in fondo è così.
Si baciano
a lungo, con i respiri trafelati dalla galoppata sfrenata che si mischiano e si
fondono in un unico sospiro.
Dopo un po’
Laura si stacca, ma stavolta non fugge.
Sorride emozionata. «Mi sei mancato.»
Sandokan
può soltanto annuire. «Anche tu.»
E in quel
momento realizza che Yanez ha sempre avuto ragione.
Come sempre.
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