Capitolo 14 - Stordimento amoroso

Laura osserva l'abito e la maschera − ordinatamente riposti su un'apposita stampella − che ha indossato in occasione della sua festa di compleanno soltanto qualche sera prima. Sospira distrattamente, il gomito appoggiato allo scrittorio della propria stanza e la mano a reggerle il viso.

È così da qualche giorno. Chiusa in camera, assorta nei propri pensieri e completamente assente alla realtà che la circonda. Non ha nemmeno più cercato di sgattaiolare fuori per inoltrarsi nella foresta o chissà dove, come avrebbe fatto in qualsiasi altra occasione.

Tutti, in casa Brown si sono accorti del suo isolamento, nonché dell'atteggiamento trasognato.

Se n'è accorta Intan, preoccupata dal modo in cui Laura pilucca a malapena il cibo, come se avesse un nodo a serrarle lo stomaco.

Se n'è accorto Lord Edward, stupito dalla quiete in cui vige l'intera abitazione da quando l'amata figlia si è chiusa in quello strano silenzio intorpidito. Trova difficoltà ad approcciare con lei in tale stato, non tanto perché sia respingente quanto perché è chiaro che la sua mente sia altrove: Laura non è arrabbiata né ribelle, tuttavia pare completamente assorbita dai propri pensieri. È come se non si accorgesse nemmeno del trascorrere del tempo, quasi non gliene importasse. Il che può significare soltanto una cosa, Lord Edward lo sa. È ciò che più desidera e teme al tempo stesso.

Laura dev'essersi innamorata.
Ma di chi?

Non ricorda che gli abbia menzionato qualcuno di suo gradimento fra i numerosi pretendenti presentatele negli ultimi tempi né che abbia dimostrato di apprezzarne alla sua festa di compleanno. Fatta eccezione del Capitano James Brooke, certo.
Lord Edward è parecchio confuso sui sentimenti di Laura nei confronti dell'ambizioso cacciatore di pirati: da una parte sembra tollerarlo a stento, dall'altra è tra i pochi a cui recentemente abbia dedicato la propria attenzione, seppur velata di distacco. Il che può racchiudere un significato nascosto ovvero che in fondo le piaccia. O che, comunque, non le dispiaccia.

Con Laura la differenza è minima.

Per questo motivo, una sera Lord Edward decide di invitare James a cena. Vuole constatare con i suoi occhi se tra lui e la figlia sia mutato qualcosa: spera di cogliere dei segnali come sguardi rubati, risatine sommesse...
Ma non assiste a nulla di tutto questo. Affatto.

Laura si presenta a tavola silenziosa e stranamente disinteressata a ciò che le accade intorno, mentre la sua caratteristica principale, di solito, è l'incapacità di tenere a freno la lingua. A malapena saluta James, il quale reagisce con palese dispiacere e altrettanta sorpresa. Non fa in tempo a sfiorarle le nocche con le labbra che Laura si è già allontanata, non con disprezzo ma tant'è.

Trascorre l'intera cena pressoché in silenzio, a giocherellare con il cibo nel piatto senza quasi toccarlo. Proprio come notato da Intan, che non aveva mancato d'informare Lord Edward a tal proposito.
L'atteggiamento di Laura gli fa perfino dimenticare le preoccupazioni inerenti ai pirati. Non è abituato a doverla gestire in pieno stordimento amoroso e non sa come comportarsi. Strano a dirsi, ma preferisce di gran lunga interfacciarsi con sua figlia quando si trova in modalità ribelle.

Dopo quella cena anche James è preoccupato. Da una parte teme di essersi compromesso, la sera della festa, nel menzionare a Laura le sue idee a proposito del matrimonio, perché sa che ciò potrebbe averla allontanata da lui; dall'altra è convinto - e terrorizzato - che il "Mercante di sete" con cui si è intrattenuta per buona parte della festa possa avere a che fare con il suo atteggiamento scostante e trasognato.
Una cosa è certa: urge correre ai ripari prima che sia troppo tardi.

***

Avendo superato da un pezzo l'età degli stordimenti amorosi, Sandokan non si mostra distratto come Laura. Tuttavia è pensieroso e un po' scorbutico, quello sì, e Yanez non manca di farglielo notare di continuo.

«Cos'è successo con la ragazza?» lo mette alle strette un giorno in cui sono da soli sul praho. I membri della ciurma sono andati sulla terraferma per svagarsi un po', cosicché il Portoghese ne ha approfittato per restare lì con il Capitano. «E non dire niente, perché lo so che è una bugia! Te lo leggo in faccia e poi non mi hai più aggiornato in merito al piano che la riguarda!»

Sandokan sbuffa, fingendosi impegnato ad annodare una fune. «Il piano sta procedendo bene.»

Yanez lo fissa. Poi allarga le braccia con fare teatrale. «Sarebbe a dire?»

«Sarebbe a dire che devi smetterla di assillarmi!»

«L'hai sedotta o no?» chiede di rimando.

Sussulta, ma non lo dà a vedere. Distoglie subito lo sguardo. «Ci sto lavorando.»

«Hai forse perso il tuo charme, fratellino?» lo pungola l'altro.

Sandokan lo fulmina e gli lancia la corda addosso. «Per niente! Ho solo bisogno di tempo.»

«Non abbiamo tempo! Più restiamo a Labuan e più rischiamo che Lord Edward o, peggio, Brooke ci scoprano! E allora il tuo miserevole piano di vendetta potrà andare a farsi benedire!»

«Chi è il Capitano di questa nave, Yanez?» sputa fuori Sandokan, inviperito dalla veridicità delle sue parole.

«Tu, Milord! Ma visto che hai perso ogni traccia di buon senso mi vedo costretto a farti rinsavire!» lo pungola, lungi dal farsi intimidire.

«Lo vuoi capire che è tutto sotto controllo?»

«E tu lo vuoi capire che non hai mai avuto il controllo su questa faccenda? Mi è stato chiaro dal primo istante in cui hai incontrato la ragazza!»

Sandokan alza gli occhi al cielo, esasperato. È abituato a bisticciare con Yanez, il che non lo disturba più di tanto: sono uomini e in quanto tali abituati a dirsene di ogni, salvo dimenticare tutto con un sorso di brandy o con una partita a braccio di ferro. Tuttavia il suo amico si è rivelato subito scettico sulla questione riguardante Laura Brown e non a torto.

La sua piccola volpe.

Scuote la testa per riprendersi e fissa gli occhi scuri in quelli gelidi di Yanez. «Ti sbagli. Credimi» cerca di rassicurarlo.

Il Portoghese sbuffa. «É per questo che dopo averla praticamente spiata per giorni e giorni, dopo la sua festa hai smesso completamente di vederla?»

«L'ho incontrata la notte successiva» lo corregge prima di rendersene conto. Si morde la lingua, fin troppo consapevole dello sguardo compiaciuto di Yanez.

«Non me l'avevi detto.»

«Sai Yanez? Per fortuna siamo pirati, perché sei peggio di una moglie» borbotta.

«Allora, cos'è successo la notte successiva alla festa che ti ha spinto a prendere le distanze dalla ragazzina?»

«Non è una ragazzina. E comunque non ho preso le distanze» mente. «Le sto solo concedendo del tempo per elaborare i suoi sentimenti.»

È la verità, almeno in parte. Sapendo di essere stato il suo primo bacio (nonché il secondo, il terzo e tutti quelli che sono seguiti nella foresta), Sandokan ha colto negli occhi di Laura un insieme di emozioni contrastanti fra cui trepidazione, paura e confusione; non per niente quella notte l'ha fermato prima di spingersi troppo oltre.
Al contrario di Yanez non la considera affatto una ragazzina, ma è consapevole che sia giovane e priva di esperienze sia fisiche sia sentimentali e che debba capire che cosa provi per lui.
Per Sandokan è fondamentale che Laura comprenda i suoi sentimenti, ne va del suo stesso piano di rivalsa.

L'altra parte della verità, quella che non direbbe a nessuno nemmeno sotto tortura − figurarsi a Yanez −, è che…Anche lui è confuso. Baciare Laura, tenerla fra le braccia, avvertire il suo corpo leggero contro il proprio gli ha mandato delle scariche elettriche che non avvertiva dai tempi di…No, non vuole nemmeno pensarci.
Marianna era Marianna.
Era e rimarrà per sempre l'unica donna del suo cuore, la sola che abbia mai amato. Il motivo per cui sta facendo tutto questo.

Perciò Sandokan si è tenuto alla larga da Laura per qualche giorno: ha bisogno di schiarirsi le idee e capire cosa stia avvenendo dentro di sé, perché quella fanciulla insolente lo faccia sentire a tal punto su di giri.

«Dunque mi sei diventato un galantuomo» commenta Yanez stiracchiando un sorriso che allude a una tregua momentanea. «Sia mai che questa ragazza possa esserti utile davvero, in fondo.»

Il ritorno chiassoso degli altri pirati interrompe la conversazione, facendo sì che Sandokan tiri un sospiro di sollievo. «Vado a fare una cavalcata» annuncia.

<<Con quale cavallo?>> chiede Yanez ironico, pur aspettandosi la risposta.

Sandokan, già sul parapetto del praho e pronto a calarsi con la scialuppa, sorride. «Lo ruberò.»

***

Il vento le frusta il viso baciato dal sole, portandole indietro i lunghi capelli sciolti che le conferiscono un aspetto più indomito che mai. Gli occhi socchiusi, un sorriso accennato, le dita che stringono le redini e le gambe che incitano Atena, la sua adorata cavalla, a galoppare più veloce che può.

Dopo giorni di clausura e di silenzio, finalmente Laura si è decisa a mettere il naso fuori di casa per concedersi una cavalcata sulla spiaggia. Stranamente Lord Edward non ha avuto obiezioni a riguardo, il che la dice lunga sulle preoccupazioni che nutre sull'atteggiamento della figlia.

A lei non importa. D'un tratto ha avvertito impellente il bisogno di libertà e nessuno meglio di Atena può soddisfarla in tal senso. È la sua migliore amica, è come se condividessero la medesima anima selvaggia che smania di essere scatenata.

Chiude gli occhi e si gode l'aria salmastra del tardo pomeriggio, respirandola a pieni polmoni.

D'un tratto le pare di sentire uno scalpiccio di zoccoli estranei a quelli di Atena. Si volta e scorge un possente stallone nero che la tallona. Ma non è il cavallo ad attirare la sua attenzione quanto piuttosto l'uomo che lo monta. Riconoscerebbe ovunque e a qualunque distanza quel sorriso sardonico, i lunghi capelli castani e quegli occhi scuri in grado di trafiggerla in profondità.

Sandokan.

Il cuore di Laura salta un battito. Eccolo lì in tutta la sua magnificenza, l'oggetto dei pensieri che l'hanno travolta sconvolta negli ultimi giorni.
Non ha idea del perché sia lì e di come abbia fatto a trovarla.
Mentre lo vede raggiungerla a tutta velocità non può fare a meno di sorridere di rimando e incitare Atena ad aumentare l'andatura.
Sandokan ride e quel suono viene rapito dal vento che lo consegna alle orecchie di Laura, facendola rabbrividisce di eccitazione.

Lui accetta la sfida e sprona lo stallone a galoppare ancora più veloce. È un esemplare sanguigno, dalla muscolatura imponente ma scattante, che non avrà problemi a raggiungere la cavalcatura di Laura.
Sandokan non voleva andare da lei quel pomeriggio, aveva soltanto bisogno di sfogare la frustrazione in seguito allo scambio avuto con Yanez con una bella cavalcata; da lupo di mare qual è, non gli capita spesso di andare a cavallo, ma gli piace. Così, dopo aver preso in prestito quel magnifico palafreno lasciato accidentalmente incustodito da un malcapitato proprietario che si sarà ritrovato appiedato, si è diretto verso la spiaggia di Labuan.
Così si è imbattuto nella piccola volpe, che, a quanto pare, ha avuto la sua stessa idea.

Quando si dice il caso. O forse il destino.

Prima di lanciarsi al suo inseguimento, Sandokan è rimasto per qualche istante a fissarla come imbambolato, trovandola bellissima in tale versione ancora più selvatica di quella che aveva già avuto modo di conoscere. Sembrava perfettamente a suo agio in sella al suo cavallo grigio, con i capelli al vento e l'espressione sfacciata di chi affronta la vita a morsi, senza paura.

Rapito dalla sua audacia nel provare a sfidarlo anche in quella circostanza, Sandokan non smette un istante d'incitare lo stallone che, alla fine, riesce ad affiancare Atena. I corpi dei due cavalli sono vicini, quasi si sfiorano.

Laura si volta a guardare Sandokan. Sorride.

Il pirata non può fare a meno di ricambiare, specie quando la vede allungare la mano verso di lui. L'afferra senza indugio e la stringe nella propria.

Continuano a galoppare così sulla riva nell'oceano al tramonto, mano nella mano e con gli occhi agganciati.
A poco a poco i cavalli rallentano l'andatura al trotto e poi al passo, ma i loro sguardi non si staccano un solo istante. Proprio come le mani.

Infine si fermano. E Sandokan non resiste più. Sono talmente vicini da doversi sporgere appena per raggiungere le labbra dischiuse di Laura e divorarle con un bacio appassionato.
Al diavolo i buoni propositi di lasciarle tempo. Di concederne a sé stesso.
La bacia con una passione tracotante e affamata, portandole la mano dietro la nuca per tenerla ancorata a sé. Non che ce ne sia bisogno.

Laura ricambia il bacio come se ne andasse della sua stessa vita.
Come se non avesse bramato altro per giorni.
E in fondo è così.

Si baciano a lungo, con i respiri trafelati dalla galoppata sfrenata che si mischiano e si fondono in un unico sospiro.

Dopo un po’ Laura si stacca, ma stavolta non fugge.
Sorride emozionata. «Mi sei mancato.»

Sandokan può soltanto annuire. «Anche tu.»

E in quel momento realizza che Yanez ha sempre avuto ragione.
Come sempre.


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