Capitolo 15 - Tentazioni

Ormai fingere di non provare niente è inutile.
Lo sanno sia Laura sia Sandokan.

Dopo la festa di compleanno…
Dopo la notte in cui si sono incontrati nella foresta…
Dopo essersi evitati per giorni…
Dopo che il destino li ha fatti ritrovare sulla spiaggia…

È chiaro a entrambi che non possono sfuggire all'attrazione che li lega inesorabilmente.
Alla voglia di baciarsi.

Per questo motivo cominciano a vedersi di nascosto.
Con la scusa di accompagnare Intan a fare le commissioni per casa Brown, Laura si reca al mercato molto più spesso di quanto abbia mai fatto e, mentre la cameriera è distratta, si defila nei vicoletti lì intorno dove sa che Sandokan l'attende.
Talvolta è lui stesso a comparirle alle spalle a tradimento, cingendole la vita sottile e trascinandola via con sé per qualche istante rubato. Laura ride di quei sequestri improvvisi, sebbene siano rischiosi. «Sei pazzo? Intan avrebbe potuto veder…», ma lui la zittisce sempre con dei baci che la lasciano senza fiato.

Mai avrebbe creduto di bramare così tanto il bacio di qualcuno. Eppure le labbra di Sandokan sono una droga, l'attirano inesorabilmente a sé.
Senza contare che lui ci sa indubbiamente fare.

A ogni modo non passano tutto il tempo a baciarsi e basta.
Nelle ore notturne in cui Laura sgattaiola fuori casa per raggiungerlo in quella che ormai è diventata la loro radura nella foresta, diligentemente presidiata da Kali che non permette a niente e nessuno di disturbarli, tra un bacio e l'altro parlano parecchio.

Più di quanto Sandokan avesse preventivato.
Non aveva messo in conto che Laura potesse interessarlo mentalmente.
All'inizio si è trattato di un'attrazione meramente fisica − lei è così bella −, legata anche al suo atteggiamento indomito che si discosta molto da quello solitamente ostentato dalle fanciulle di alto rango; una volta abbattute le barriere di orgoglio e diffidenza, però, Sandokan ha avuto modo di conoscere la sua personalità acuta, intraprendente e curiosa.

Laura è una continua scoperta con quella vivacità sconsiderata che la rende tanto affascinante quanto i connotati fisici che la contraddistinguono.
É desiderosa di conoscere ogni dettaglio sui suoi viaggi passati, le avventure vissute con la ciurma...Sebbene lui non possa raccontarle proprio tutto.

Così, quando la conversazione verte su tematiche rischiose, la bacia per distrarla.
È un gioco ormai consolidato e che lei è troppo intelligente per ignorare. Tuttavia, per ora, se lo fa andare bene.
D'altronde le sensazioni fisiche che le fa sperimentare la galvanizzano tanto quanto la conoscenza del suo passato, ben più ricco di aneddoti rispetto al proprio.
É conscia che Sandokan le stia nascondendo qualcosa, ma è troppo stordita dalle emozioni che le fa provare per badarci.

Almeno in parte.

Non può fare a meno di chiedersi cosa ne sarà di lei quando il pirata salperà verso nuovi lidi.
Se vorrà portarla con sé, come dichiarato la prima volta in cui si sono incontrati sulla scogliera.
Se sia pronta a lasciare tutto per seguirlo.
O se stia semplicemente impazzendo anche solo prendendo in considerazione una simile eventualità.

Eppure, complice forse anche la giovane età, non può farne a meno.
Sente di non voler rinunciare a lui, ma ha troppa paura per parlargliene perché ciò comporterebbe rivelare − e ammettere − dei sentimenti che non è ancora pronta a comprendere né accettare.
Molto meglio rimanere in quella specie di limbo paradisiaco, almeno per il momento, godendosi la sua compagnia.

D'altro canto Sandokan si rende conto ogni giorno di più di essere in difficoltà.
Perché la vuole.
Disperatamente.
Più la guarda e più la desidera.
Più la bacia e più vorrebbe andare oltre.
Più la stringe a sé e più rischia di perdere il controllo.

È un miracolo che finora sia riuscito a trattenersi, soprattutto a fronte del fatto che, con ogni probabilità, se provasse a spingersi più in là la piccola volpe gli si concederebbe seduta stante.
Non perché sia sciocca, al contrario; è dolcemente ingenua e preda delle proprie emozioni.
Lei ancora non conosce la profondità delle sue reazioni fisiche, ma Sandokan sì: comprende bene i brividi che le costellano la pelle leggermente accaldata, il modo in cui labbra e lingua bramano un contatto più profondo, i tremiti che la fanno sussultare.
Laura non lo sa, ma lo vuole tanto quanto lui.

Sandokan ha vissuto il sesso in ogni sua forma e conosce molto bene il desiderio femminile.
Non si farebbe scrupoli a soddisfarlo se non si trattasse di lei, il che lo preoccupa enormemente.
Perché Laura è indubbiamente vergine e…Delicata, non in senso fisico quanto a livello emotivo.
Per qualche ragione non se la sente di mangiare quel frutto proibito fintantoché il suo piano non avrà raggiunto il pieno compimento.
Sempre che, a quel punto, lei non lo odi con tutta sé stessa.

Tuttavia la "gentilezza" d'animo di Sandokan viene messa a repentaglio una notte in cui Laura lo conduce in una piccola baia nascosta e gli propone di fare il bagno.
Il pirata inarca la fronte di scatto, specie quando la vede spogliarsi. «Sei impazzita?»

«Perché? È una notte così bella» ribatte in tono estatico mentre si sfila il foulard che le avvolge la vita sottile.

Sandokan distoglie lo sguardo, sebbene gli costi uno sforzo notevole. «Non mi sembra una buona idea» borbotta.

Laura ride in modo innocente e cristallino, mandandogli delle scariche dritte all'inguine. Data la situazione non è da biasimare.
«Come no? Hai paura che ti annego?»

“L'annegamento è l'ultimo dei problemi” pensa Sandokan. Solleva lo sguardo e si accorge che è rimasta in sottoveste. “Maledizione”.
«Laura...Rivestiti» dice in tono misurato.

Sbuffa come una bambina e corre verso riva per pucciare i piedi in acqua. «Ah!» Fa un salto indietro.

«Credevi che fosse calda?» ribatte seccato. «Avanti, falla finita con questa storia. Ti prenderai un raffreddore» bofonchia raccogliendo i suoi vestiti e andandole incontro.

Laura si volta a guardarlo con aria contrariata. «No.» Si punta perfino le mani sui fianchi.

Sandokan la osserva in tutta la sua eterea bellezza: la pelle diafana che brilla nell'oscurità della notte, la sua piccola figura snella e aggraziata, i lunghi capelli castani che ondeggiano sulla schiena, gli occhi sicuri e le labbra imbronciate…
…E i piccoli seni che s'intravedono sotto alla sottoveste.

Serra le labbra, facendo uno sforzo sovrumano per contenere i propri impulsi. D'altronde è solo un uomo e lei lo sta deliberatamente provocando.
O forse no, il che è quasi peggio.
É talmente ingenua e, per certi versi, infantile da non rendersi conto della tragicità della situazione.
Di quanto appaia seducente e desiderabile ai suoi occhi.

No, la piccola volpe è pazza e vuole semplicemente fare un bagno notturno con lui.
Una piccola trasgressione che, per una fanciulla del suo calibro, vale più di qualsiasi fuga.

Sandokan sospira. «Laura…»
Uno schizzo d'acqua fredda e salata gli arriva in piena faccia, zittendolo all'istante. Spalanca gli occhi, incredulo.

Lei scoppia a ridere. «Dovresti vedere la tua faccia!»

É un attimo.
Sandokan si abbassa e la solleva facilmente fra le braccia, caricandosela su una spalla come un sacco di patate. «Piccola traditrice!»

Laura si dimena e gli tempesta la schiena muscolosa di pugni che non lo scalfiscono minimamente. «Mettimi giù!» ride divertita.

Il suono della sua risata è musica per le orecchie di Sandokan, ben deciso a lanciarla nell’oceano. S'immerge fino alle ginocchia ancora completamente vestito, avvertendo l'acqua fredda lambirgli le gambe. «Chiedimi scusa, piccola volpe!»

«No!»

«Guarda che l'acqua è gelida» l'avvisa in tono beffardo. «Non ti conviene sfidarmi.»

In tutta risposta Laura smette di dimenarsi e si aggrappa saldamente a lui, cingendogli la vita con le braccia mentre se ne sta riversa sulla sua spalla a testa in giù. Ride. «Se butti me, vieni anche tu.»

Sandokan avverte la stretta delle sue braccia e in quel momento si accorge che la sta tenendo per le gambe nude, la sottoveste che le copre a malapena il fondoschiena.
Soffoca un gemito gutturale e sospira.
Torna a riva e la posa delicatamente a terra.

«Che succede? Perché ti sei fermato?»

Le scosta una ciocca di capelli dal viso imbronciato e le afferra il mento tra le dita in modo che lo guardi negli occhi. «Perché è meglio così.»

Laura corruga la fronte.

Le scocca un bacio sulla fronte e le porge i vestiti. «Rivestiti, piccola volpe. È ora di andare a casa.»

Furiosa e mortificata, lo osserva allontanarsi di qualche passo stando ben attento a non guardarla.
Indossa rapidamente la gonna e la camicetta senza curarsi di avvolgere nuovamente la fascia intorno alla vita. Poi lo raggiunge e lo supera a grandi falcate.

«Aspettami» bofonchia andandole dietro, incapace di camuffare un velo di frustrazione.

Laura lo ignora e si addentra sul sentiero che la riporterà dritta a destinazione.

D'un tratto la mano di Sandokan si serra intorno al suo braccio, obbligandola a fermarsi.
«Si può sapere cosa ti prende?»

«Niente.» Si divincola. «Voglio solo tornare a casa.»

Il pirata inarca la fronte, sorpreso. Da quando, qualche settimana prima, hanno cominciato a “frequentarsi” non è mai successo che Laura volesse rientrare; anzi, di solito deve lottare perché insiste nel voler trascorrere ancora un po' di tempo con lui.
Sospira. «Come mai? Cosa ti passa per quella testolina contorta?»

Laura arrossisce, ma distoglie lo sguardo con espressione offesa.

Quel broncio, quel maledetto broncio ogni volta mina la già scarsa autorevolezza di Sandokan. Quantomeno quando si tratta di lei.
La tira a sé. «Non mi parli più?» Sorride sardonico. «Sarebbe un miracolo per una chiacchierona come te.»

«Villano!» sbotta risentita.

Sandokan scoppia a ridere e le cinge la vita con le braccia. «Rieccola, la mia piccola volpe sputafuoco.» Piega la testa da un lato, dimostrando una tenerezza inaspettata. «Allora? Perché vuoi scappare?»

Il broncio di Laura lascia spazio a un'espressione profondamente avvilita. Tiene gli occhi bassi. «Perché non mi vuoi» mormora.

Lui solleva il sopracciglio. «Come non ti voglio

«Ti sei rifiutato di fare il bagno con me.»

«Non significa che non ti voglio. Semmai è il contrario.» Giocherella con le punte dei suoi capelli. «Ci sono cose che non puoi capire.»

Lo fulmina indispettita. «Credi che sia stupida?»

«Non stupida. Semplicemente giovane e innocente

In uno scatto d'ira Laura lo respinge. «Per essere uno che odia mio padre parli proprio come lui!» lo accusa aspramente.

Sandokan digrigna i denti, per nulla contento di essere paragonato al suo più acerrimo nemico. Ciononostante si sforza di mantenere la calma. «Forse perché abbiamo ragione.»

Assottiglia lo sguardo, furibonda. Poi si volta e riprende a camminare verso casa.

«Puoi smettere di fare la bambina capricciosa?» sbotta frustrato mentre la segue. «Non sono la tua cameriera!»

«E io non sono capricciosa!»

«Invece sì. Stai facendo una sceneggiata perché non ho voluto fare il bagno con te, proprio come una Lady abituata a ottenere sempre ciò che vuole.»

Si blocca di colpo e si volta a guardarlo. «È questo che pensi di me?»

«In questo momento sì.»

L'espressione di Laura lascia trasparire tutto il dispiacere causato da quelle parole. Si succhia il labbro, poi riprende a camminare più lentamente.
Nel frattempo sono giunti al limitare della foresta, a ridosso di casa Brown.

«Laura, aspetta.» Quando vede che lei non accenna a fermarsi, sospira. «Ti aspetto domani notte nella nostra radura?»

Dalla voce del pirata trapela una nota di rimpianto a lui estranea, che Laura sceglie di ignorare.
Annuisce appena senza voltarsi. Poi corre verso l'abitazione paterna, ben sapendo che Sandokan non la seguirà.

Lui serra i pugni e sbuffa tra sé.

«Una cosa devo dirtela, fratellino» lo sorprende la voce ironica di Yanez. «In materia di donne non capisci proprio niente.»

«Cosa ci fai qui? Ora mi segui?» sbotta Sandokan, infastidito per essere stato beccato durante il diverbio con Laura.

Il Portoghese emerge dall'oscurità della foresta. «Volevo vedere con i miei occhi se le mie supposizioni fossero vere.» Stiracchia un sorriso eloquente. «E poi non tornavi più. Mi stavo preoccupando, credevo che ti fossi messo nei guai.» Ammicca. «In un certo senso è così.»

Sandokan lo fulmina, ma non risponde alle provocazioni dell'amico.
Insieme s'incamminano nella foresta per raggiungere la laguna in cui è nascosto il praho.

«É carina» rompe il silenzio Yanez. «E sembra avere un bel temperamento. Mi ricorda…»

«Non dirlo» lo rimbecca serio.
Perché lo sa. Ci ha già pensato ed è terrorizzato dalla cosa.

Il Portoghese annuisce.

Piomba di nuovo un silenzio carico di tensione, quantomeno da parte di Sandokan che alla fine sospira rassegnato. «Perché non capirei niente di donne?»

«Davvero me lo stai chiedendo?» Scoppia a ridere dinanzi alla sua espressione perplessa. «Oh fratellino, sarai anche quello affascinante della cucciolata, ma non certo il più intelligente!»

Sandokan lo fissa in tralice.

«Scommettiamo che domani la ragazzina non verrà al vostro solito appuntamento notturno?»

«Perché non dovrebbe?»

«Perché è una donna ed è arrabbiata con te. Una combinazione di elementi che, a quanto pare, nemmeno la Tigre della Malesia è in grado di gestire…» Lo studia con il sopracciglio sollevato. «…O anche solo comprendere

«Vai al diavolo, Yanez!» sbotta Sandokan salendo sulla lancia che li riporterà al praho, sforzandosi d’ignorare sia le risate sia gli ammonimenti del Portoghese. 


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