Ormai
fingere di non provare niente è inutile.
Lo sanno sia Laura sia Sandokan.
Dopo la
festa di compleanno…
Dopo la notte in cui si sono incontrati nella foresta…
Dopo essersi evitati per giorni…
Dopo che il destino li ha fatti ritrovare sulla spiaggia…
È chiaro a
entrambi che non possono sfuggire all'attrazione che li lega inesorabilmente.
Alla voglia di baciarsi.
Per questo
motivo cominciano a vedersi di nascosto.
Con la scusa di accompagnare Intan a fare le commissioni per casa
Brown, Laura si reca al mercato molto più spesso di quanto abbia mai fatto
e, mentre la cameriera è distratta, si defila nei vicoletti lì intorno dove sa
che Sandokan l'attende.
Talvolta è lui stesso a comparirle alle spalle a tradimento, cingendole la
vita sottile e trascinandola via con sé per qualche istante rubato. Laura ride
di quei sequestri improvvisi, sebbene siano rischiosi. «Sei pazzo? Intan
avrebbe potuto veder…», ma lui la zittisce sempre con dei baci che la lasciano
senza fiato.
Mai
avrebbe creduto di bramare così tanto il bacio di qualcuno. Eppure le labbra di
Sandokan sono una droga, l'attirano inesorabilmente a sé.
Senza contare che lui ci sa indubbiamente fare.
A ogni
modo non passano tutto il tempo a baciarsi e basta.
Nelle ore notturne in cui Laura sgattaiola fuori casa per raggiungerlo in
quella che ormai è diventata la loro radura nella foresta,
diligentemente presidiata da Kali che non permette a niente e nessuno di
disturbarli, tra un bacio e l'altro parlano parecchio.
Più di
quanto Sandokan avesse preventivato.
Non aveva messo in conto che Laura potesse interessarlo mentalmente.
All'inizio si è trattato di un'attrazione meramente fisica − lei è così bella −,
legata anche al suo atteggiamento indomito che si discosta molto da quello
solitamente ostentato dalle fanciulle di alto rango; una volta abbattute le
barriere di orgoglio e diffidenza, però, Sandokan ha avuto modo di conoscere la
sua personalità acuta, intraprendente e curiosa.
Laura è
una continua scoperta con quella vivacità sconsiderata che la rende tanto
affascinante quanto i connotati fisici che la contraddistinguono.
É desiderosa di conoscere ogni dettaglio sui suoi viaggi passati, le avventure
vissute con la ciurma...Sebbene lui non possa raccontarle proprio tutto.
Così,
quando la conversazione verte su tematiche rischiose, la bacia per distrarla.
È un gioco ormai consolidato e che lei è troppo intelligente per ignorare.
Tuttavia, per ora, se lo fa andare bene.
D'altronde le sensazioni fisiche che le fa sperimentare la galvanizzano tanto
quanto la conoscenza del suo passato, ben più ricco di aneddoti rispetto al
proprio.
É conscia che Sandokan le stia nascondendo qualcosa, ma è troppo stordita dalle
emozioni che le fa provare per badarci.
Almeno in
parte.
Non può
fare a meno di chiedersi cosa ne sarà di lei quando il pirata salperà verso
nuovi lidi.
Se vorrà portarla con sé, come dichiarato la prima volta in cui si sono
incontrati sulla scogliera.
Se sia pronta a lasciare tutto per seguirlo.
O se stia semplicemente impazzendo anche solo prendendo in
considerazione una simile eventualità.
Eppure,
complice forse anche la giovane età, non può farne a meno.
Sente di non voler rinunciare a lui, ma ha troppa paura per parlargliene perché
ciò comporterebbe rivelare − e ammettere − dei sentimenti che non è ancora
pronta a comprendere né accettare.
Molto meglio rimanere in quella specie di limbo paradisiaco, almeno per il
momento, godendosi la sua compagnia.
D'altro
canto Sandokan si rende conto ogni giorno di più di essere in difficoltà.
Perché la vuole.
Disperatamente.
Più la guarda e più la desidera.
Più la bacia e più vorrebbe andare oltre.
Più la stringe a sé e più rischia di perdere il controllo.
È un
miracolo che finora sia riuscito a trattenersi, soprattutto a fronte del fatto
che, con ogni probabilità, se provasse a spingersi più in là la piccola volpe
gli si concederebbe seduta stante.
Non perché sia sciocca, al contrario; è dolcemente ingenua e preda delle
proprie emozioni.
Lei ancora non conosce la profondità delle sue reazioni fisiche, ma Sandokan
sì: comprende bene i brividi che le costellano la pelle leggermente accaldata,
il modo in cui labbra e lingua bramano un contatto più profondo, i tremiti che
la fanno sussultare.
Laura non lo sa, ma lo vuole tanto quanto lui.
Sandokan
ha vissuto il sesso in ogni sua forma e conosce molto bene il desiderio
femminile.
Non si farebbe scrupoli a soddisfarlo se non si trattasse di lei, il che lo
preoccupa enormemente.
Perché Laura è indubbiamente vergine e…Delicata, non in senso fisico
quanto a livello emotivo.
Per qualche ragione non se la sente di mangiare quel frutto proibito
fintantoché il suo piano non avrà raggiunto il pieno compimento.
Sempre che, a quel punto, lei non lo odi con tutta sé stessa.
Tuttavia
la "gentilezza" d'animo di Sandokan viene messa a repentaglio una
notte in cui Laura lo conduce in una piccola baia nascosta e gli propone di
fare il bagno.
Il pirata inarca la fronte di scatto, specie quando la vede spogliarsi. «Sei
impazzita?»
«Perché? È
una notte così bella» ribatte in tono estatico mentre si sfila il foulard che
le avvolge la vita sottile.
Sandokan
distoglie lo sguardo, sebbene gli costi uno sforzo notevole. «Non mi sembra una
buona idea» borbotta.
Laura ride
in modo innocente e cristallino, mandandogli delle scariche dritte all'inguine.
Data la situazione non è da biasimare.
«Come no? Hai paura che ti annego?»
“L'annegamento
è l'ultimo dei problemi” pensa Sandokan. Solleva lo sguardo e si accorge che è
rimasta in sottoveste. “Maledizione”.
«Laura...Rivestiti» dice in tono misurato.
Sbuffa
come una bambina e corre verso riva per pucciare i piedi in acqua. «Ah!» Fa un
salto indietro.
«Credevi
che fosse calda?» ribatte seccato. «Avanti, falla finita con questa storia. Ti
prenderai un raffreddore» bofonchia raccogliendo i suoi vestiti e andandole
incontro.
Laura si
volta a guardarlo con aria contrariata. «No.» Si punta perfino le mani sui
fianchi.
Sandokan
la osserva in tutta la sua eterea bellezza: la pelle diafana che brilla
nell'oscurità della notte, la sua piccola figura snella e aggraziata, i lunghi
capelli castani che ondeggiano sulla schiena, gli occhi sicuri e le labbra
imbronciate…
…E i piccoli seni che s'intravedono sotto alla sottoveste.
Serra le
labbra, facendo uno sforzo sovrumano per contenere i propri impulsi. D'altronde
è solo un uomo e lei lo sta deliberatamente provocando.
O forse no, il che è quasi peggio.
É talmente ingenua e, per certi versi, infantile da non rendersi conto della
tragicità della situazione.
Di quanto appaia seducente e desiderabile ai suoi occhi.
No, la
piccola volpe è pazza e vuole semplicemente fare un bagno
notturno con lui.
Una piccola trasgressione che, per una fanciulla del suo calibro, vale più di
qualsiasi fuga.
Sandokan
sospira. «Laura…»
Uno schizzo d'acqua fredda e salata gli arriva in piena faccia, zittendolo
all'istante. Spalanca gli occhi, incredulo.
Lei
scoppia a ridere. «Dovresti vedere la tua faccia!»
É un
attimo.
Sandokan si abbassa e la solleva facilmente fra le braccia, caricandosela su
una spalla come un sacco di patate. «Piccola traditrice!»
Laura si
dimena e gli tempesta la schiena muscolosa di pugni che non lo scalfiscono
minimamente. «Mettimi giù!» ride divertita.
Il suono
della sua risata è musica per le orecchie di Sandokan, ben deciso a lanciarla nell’oceano.
S'immerge fino alle ginocchia ancora completamente vestito, avvertendo l'acqua
fredda lambirgli le gambe. «Chiedimi scusa, piccola volpe!»
«No!»
«Guarda
che l'acqua è gelida» l'avvisa in tono beffardo. «Non ti conviene sfidarmi.»
In tutta
risposta Laura smette di dimenarsi e si aggrappa saldamente a lui, cingendogli
la vita con le braccia mentre se ne sta riversa sulla sua spalla a testa in giù.
Ride. «Se butti me, vieni anche tu.»
Sandokan
avverte la stretta delle sue braccia e in quel momento si accorge che la sta
tenendo per le gambe nude, la sottoveste che le copre a malapena il
fondoschiena.
Soffoca un gemito gutturale e sospira.
Torna a riva e la posa delicatamente a terra.
«Che
succede? Perché ti sei fermato?»
Le scosta
una ciocca di capelli dal viso imbronciato e le afferra il mento tra le dita in
modo che lo guardi negli occhi. «Perché è meglio così.»
Laura
corruga la fronte.
Le scocca
un bacio sulla fronte e le porge i vestiti. «Rivestiti, piccola volpe. È ora di
andare a casa.»
Furiosa e
mortificata, lo osserva allontanarsi di qualche passo stando ben attento a non
guardarla.
Indossa rapidamente la gonna e la camicetta senza curarsi di avvolgere
nuovamente la fascia intorno alla vita. Poi lo raggiunge e lo supera a grandi
falcate.
«Aspettami»
bofonchia andandole dietro, incapace di camuffare un velo di frustrazione.
Laura lo
ignora e si addentra sul sentiero che la riporterà dritta a destinazione.
D'un
tratto la mano di Sandokan si serra intorno al suo braccio, obbligandola a
fermarsi.
«Si può sapere cosa ti prende?»
«Niente.»
Si divincola. «Voglio solo tornare a casa.»
Il pirata
inarca la fronte, sorpreso. Da quando, qualche settimana prima, hanno
cominciato a “frequentarsi” non è mai successo che Laura volesse rientrare;
anzi, di solito deve lottare perché insiste nel voler trascorrere ancora un po'
di tempo con lui.
Sospira. «Come mai? Cosa ti passa per quella testolina contorta?»
Laura
arrossisce, ma distoglie lo sguardo con espressione offesa.
Quel
broncio,
quel maledetto broncio ogni volta mina la già scarsa
autorevolezza di Sandokan. Quantomeno quando si tratta di lei.
La tira a sé. «Non mi parli più?» Sorride sardonico. «Sarebbe un miracolo per
una chiacchierona come te.»
«Villano!»
sbotta risentita.
Sandokan
scoppia a ridere e le cinge la vita con le braccia. «Rieccola, la mia piccola
volpe sputafuoco.» Piega la testa da un lato, dimostrando una tenerezza
inaspettata. «Allora? Perché vuoi scappare?»
Il broncio
di Laura lascia spazio a un'espressione profondamente avvilita. Tiene gli occhi
bassi. «Perché non mi vuoi» mormora.
Lui
solleva il sopracciglio. «Come non ti voglio?»
«Ti sei
rifiutato di fare il bagno con me.»
«Non
significa che non ti voglio. Semmai è il contrario.» Giocherella con le punte
dei suoi capelli. «Ci sono cose che non puoi capire.»
Lo fulmina
indispettita. «Credi che sia stupida?»
«Non
stupida. Semplicemente giovane e innocente.»
In uno
scatto d'ira Laura lo respinge. «Per essere uno che odia mio padre parli
proprio come lui!» lo accusa aspramente.
Sandokan
digrigna i denti, per nulla contento di essere paragonato al suo più acerrimo
nemico. Ciononostante si sforza di mantenere la calma. «Forse perché abbiamo
ragione.»
Assottiglia
lo sguardo, furibonda. Poi si volta e riprende a camminare verso casa.
«Puoi
smettere di fare la bambina capricciosa?» sbotta frustrato mentre la segue. «Non
sono la tua cameriera!»
«E io non
sono capricciosa!»
«Invece
sì. Stai facendo una sceneggiata perché non ho voluto fare il bagno con te,
proprio come una Lady abituata a ottenere sempre ciò che vuole.»
Si blocca
di colpo e si volta a guardarlo. «È questo che pensi di me?»
«In questo
momento sì.»
L'espressione
di Laura lascia trasparire tutto il dispiacere causato da quelle parole. Si
succhia il labbro, poi riprende a camminare più lentamente.
Nel frattempo sono giunti al limitare della foresta, a ridosso di casa Brown.
«Laura,
aspetta.» Quando vede che lei non accenna a fermarsi, sospira. «Ti aspetto
domani notte nella nostra radura?»
Dalla voce
del pirata trapela una nota di rimpianto a lui estranea, che Laura sceglie di
ignorare.
Annuisce appena senza voltarsi. Poi corre verso l'abitazione paterna, ben
sapendo che Sandokan non la seguirà.
Lui serra
i pugni e sbuffa tra sé.
«Una cosa
devo dirtela, fratellino» lo sorprende la voce ironica di Yanez. «In materia di
donne non capisci proprio niente.»
«Cosa ci
fai qui? Ora mi segui?» sbotta Sandokan, infastidito per essere stato beccato durante
il diverbio con Laura.
Il
Portoghese emerge dall'oscurità della foresta. «Volevo vedere con i miei occhi
se le mie supposizioni fossero vere.» Stiracchia un sorriso eloquente. «E poi
non tornavi più. Mi stavo preoccupando, credevo che ti fossi messo nei guai.»
Ammicca. «In un certo senso è così.»
Sandokan
lo fulmina, ma non risponde alle provocazioni dell'amico.
Insieme s'incamminano nella foresta per raggiungere la laguna in cui è nascosto
il praho.
«É carina»
rompe il silenzio Yanez. «E sembra avere un bel temperamento. Mi ricorda…»
«Non dirlo»
lo rimbecca serio.
Perché lo sa. Ci ha già pensato ed è terrorizzato dalla cosa.
Il
Portoghese annuisce.
Piomba di
nuovo un silenzio carico di tensione, quantomeno da parte di Sandokan che alla
fine sospira rassegnato. «Perché non capirei niente di donne?»
«Davvero
me lo stai chiedendo?» Scoppia a ridere dinanzi alla sua espressione perplessa.
«Oh fratellino, sarai anche quello affascinante della cucciolata, ma non certo
il più intelligente!»
Sandokan
lo fissa in tralice.
«Scommettiamo
che domani la ragazzina non verrà al vostro solito appuntamento notturno?»
«Perché
non dovrebbe?»
«Perché è
una donna ed è arrabbiata con te. Una combinazione di elementi che, a quanto
pare, nemmeno la Tigre della Malesia è in grado di gestire…» Lo studia con il
sopracciglio sollevato. «…O anche solo comprendere.»
«Vai al diavolo, Yanez!» sbotta Sandokan salendo sulla lancia che li riporterà al praho, sforzandosi d’ignorare sia le risate sia gli ammonimenti del Portoghese.
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