Capitolo 35 - Addio alla regina

Alice aveva chiuso gli occhi, incapace di assistere alla fine della Regina Bianca.
Lei che era sempre stata così buona, così magnanima, così giusta...
Finita da un atto vile e scellerato come quello compiuto da Ilosovic.

Nessuno di loro si era accorto in tempo che aveva estratto un coltellaccio dalla cintola dei pantaloni, così come nessuno si era accorto che, nel frattempo, aveva assunto nuovamente il proprio aspetto.
In un impeto d'ira aveva lanciato il coltello verso Mirana, desideroso di uccidere qualcuno dal momento che il suo piano era miseramente fallito.

«Regina Bianca...No...» piagnucolò Alice con il viso premuto contro il bavero della giacca di Tarrant. Quest'ultimo ebbe un lieve scatto, quasi volesse muoversi in direzione di Mirana per salvarla, ma anche lui era consapevole che fosse troppo tardi.

«Noooooooooooooooo!» fu l'urlo che squarciò l'aria, facendo piombare tutti in un silenzio carico di tensione.

Avevano paura perfino di voltarsi a guardare e scoprire la fine della loro amata regina.

«Iracebeth!» strillò la voce di Mirana, angosciata e lacerante come non l'avevano mai sentita.

Iracebeth?

Ebbene sì, era stata proprio la Regina Rossa a gridare il "no" disperato di poco prima.

Alice e Tarrant si voltarono e non poterono credere ai loro occhi.

Mirana era illesa, certo, ed era chiaro a tutti che Nate avesse cercato di lanciarsi in avanti per proteggerla, ma era stato troppo distante per farlo.
Qualcun altro aveva provveduto al posto suo, riuscendoci.

Iracebeth.

La Regina Rossa, la Maledetta Capocciona temuta e detestata dall'intero popolo di Sottomondo a causa delle angherie cui l'aveva costretto, non aveva esitato a pararsi di fronte alla sorella minore per farle da scudo con il proprio corpo.
Il pugnale di Ilosovic giaceva conficcato nel suo petto, dove una macchia rossa prese ad allargarsi a vista d'occhio.
Persino il Fante di Cuori fu stupito da quel gesto.
Nessuno se lo sarebbe aspettato.

Iracebeth aveva gli occhi spalancati, lucidi di dolore. Si accasciò lentamente su sé stessa, adagiandosi a terra, subito sorretta dalle braccia della sorella in lacrime.
Mirana stette ben attenta a tenerla nel modo più confortevole possibile, mentre gli occhi umidi fissavano il viso cereo della sorella.
«Iracebeth» mormorò. «Perché l'hai fatto?»

Iracebeth tossì e cercò di schiarirsi la voce per quanto possibile. «Perché sei mia sorella. Tu non hai mai smesso di credere che ci fosse del buono in me.»

Alice, Tarrant e tutti gli altri si avvicinarono pian piano, trasmettendole il calore che non aveva mai ricevuto dal proprio popolo e che, d'altronde, non aveva mai fatto nulla per meritare.

«Sai, nell'Aldilander ho avuto tutto il tempo per riflettere. E ho capito. Ho capito perché mamma e papà hanno dato a te la corona, invece che a me.»

Sollevò la mano tremante e le fece una piccola carezza sulla guancia. «Sei una persona migliore di me, Mirana. Tu pensi agli altri e sei molto amata per questo. Io non ho fatto altro che pensare a me stessa e sono stata pugnalata alle spalle più e più volte.»
Fece una smorfia sofferente. «Questa è stata la pugnalata decisiva che quell'infido mi ha assestato.»

Mirana scosse la testa, incapace di frenare le lacrime. «Starai bene, vedrai.»

«No. Il mio tempo è finito, ma va bene così. Volevo solo che lo sapessi...Ti voglio bene, Mirana e...» s'interruppe e scoccò una rapida occhiata ad Alice. «...Non intendevo ucciderla, poco fa. Stavo bluffando.» La voce della Regina Rossa si fece sempre più fioca. «Conosco il Fante e so che non avrebbe mai messo a repentaglio la sua vita per nessuno. Nemmeno per Alice.»

Chiuse gli occhi e trasse un sospiro profondo, quasi avesse trovato la pace dopo aver parlato in quel modo.
Mirana la scrollò. «Iracebeth!»

A quel punto Alice decise di fare la sola cosa che le venne in mente per onorare al meglio quella donna spietata, la cui crudeltà era forse la conseguenza dell'intima paura di rimanere sola al mondo.
Paura che si era realizzata.
S'inginocchiò accanto a lei e fece un lieve cenno con la testa, mormorando: «Addio, vostra maestà.»

Gli altri la fissarono stupefatti, ma si affrettarono a imitarla.
Uno ad uno s'inginocchiarono e sussurrarono "Addio, vostra maestà" oppure "Addio, Regina Rossa".
Quando giunse il turno di Tarrant, quest'ultimo piantò i grandi occhi bicromatici sul volto esanime di colei che aveva odiato per lungo tempo. Sollevò impercettibilmente gli angoli della bocca e fece un piccolo cenno con la testa. «Arrivederci, Maledetta Capocciona. Sarai sempre con noi, qui» disse portandosi una mano sul petto, all'altezza del cuore.

Iracebeth rispose al piccolo sorriso del Cappellaio, dopodiché si rivolse per un'ultima volta alla sorella. «Scusa per il male che ti ho fatto.»

Mirana scosse la testa. «Ti devo la vita. Senza di te non sarei qui.»

Così, le due sorelle che per tanto tempo erano state divise dall'odio, si strinsero forte la mano per l'ultima volta e, prima che Iracebeth spirasse, la Regina Bianca sussurrò piano: «Scusa per tutto ciò che ti ho sottratto.»

Sebbene non ebbe il tempo di risponderle fu certa che la Regina Rossa la perdonò, perché le dedicò uno sguardo carico d'affetto che ben presto divenne vitreo, stampandosi indelebilmente sul volto di colei che era stata la peggiore nemica degli abitanti di Sottomondo.

Mirana si asciugò gli occhi e si alzò.
Nate si avvicinò per confortarla, ma lei lo fermò prima che l'abbracciasse. «Voglio che portiamo mia sorella a palazzo. Avrà la sepoltura che merita.»

Si girò verso Ilosovic, ancora sotto shock per gli ultimi accadimenti. «Pagherai le pene dell'inferno per ciò che hai fatto, poco importa se va contro i miei voti!» sbraitò inferocita.

Il Fante di Cuori se ne accorse e si affrettò a riscuotersi. Fece per estrarre un'arma, ma Tarrant lo precedette lanciandogli il coltellaccio con cui lui stesso aveva posto fine all'esistenza della Regina Rossa. Lo trafisse dritto al cuore, regalandogli una morte immediata.
«Mi dispiace solo che non abbia sofferto» mormorò adirato osservando il cadavere.
Si rivolse alla Regina Bianca. «Ti chiedo scusa per averti anticipata, ma dovevo vendicare la mia ragazza» disse guardando Alice.

Mirana si strinse nelle spalle. «Dubito che sarei riuscita a punirlo davvero. Mi basta che sia morto.» Si coprì la bocca con una mano, sorpresa da sé stessa. «Anche se non dovrei dirlo.»

«Dunque è finita?» domandò Alice in tono esausto, stringendosi a Tarrant.

Lui annuì cingendola con un braccio. «Sì, Alice. È finita.»


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