Alice
aveva chiuso gli occhi, incapace di assistere alla fine della Regina Bianca.
Lei che era sempre stata così buona, così magnanima, così giusta...
Finita da un atto vile e scellerato come quello compiuto da Ilosovic.
Nessuno di
loro si era accorto in tempo che aveva estratto un coltellaccio dalla cintola
dei pantaloni, così come nessuno si era accorto che, nel frattempo, aveva
assunto nuovamente il proprio aspetto.
In un impeto d'ira aveva lanciato il coltello verso Mirana, desideroso di
uccidere qualcuno dal momento che il suo piano era miseramente fallito.
«Regina
Bianca...No...» piagnucolò Alice con il viso premuto contro il bavero della
giacca di Tarrant. Quest'ultimo ebbe un lieve scatto, quasi volesse muoversi in
direzione di Mirana per salvarla, ma anche lui era consapevole che fosse troppo
tardi.
«Noooooooooooooooo!»
fu l'urlo che squarciò l'aria, facendo piombare tutti in un silenzio carico di
tensione.
Avevano
paura perfino di voltarsi a guardare e scoprire la fine della loro amata
regina.
«Iracebeth!»
strillò la voce di Mirana, angosciata e lacerante come non l'avevano mai
sentita.
Iracebeth?
Ebbene sì,
era stata proprio la Regina Rossa a gridare il "no" disperato di poco
prima.
Alice e
Tarrant si voltarono e non poterono credere ai loro occhi.
Mirana era
illesa, certo, ed era chiaro a tutti che Nate avesse cercato di lanciarsi in
avanti per proteggerla, ma era stato troppo distante per farlo.
Qualcun altro aveva provveduto al posto suo, riuscendoci.
Iracebeth.
La Regina
Rossa, la Maledetta Capocciona temuta e detestata dall'intero popolo di
Sottomondo a causa delle angherie cui l'aveva costretto, non aveva esitato a
pararsi di fronte alla sorella minore per farle da scudo con il proprio corpo.
Il pugnale di Ilosovic giaceva conficcato nel suo petto, dove una macchia rossa
prese ad allargarsi a vista d'occhio.
Persino il Fante di Cuori fu stupito da quel gesto.
Nessuno se lo sarebbe aspettato.
Iracebeth
aveva gli occhi spalancati, lucidi di dolore. Si accasciò lentamente su sé
stessa, adagiandosi a terra, subito sorretta dalle braccia della sorella in
lacrime.
Mirana stette ben attenta a tenerla nel modo più confortevole possibile, mentre
gli occhi umidi fissavano il viso cereo della sorella.
«Iracebeth» mormorò. «Perché l'hai fatto?»
Iracebeth
tossì e cercò di schiarirsi la voce per quanto possibile. «Perché sei mia
sorella. Tu non hai mai smesso di credere che ci fosse del buono in me.»
Alice,
Tarrant e tutti gli altri si avvicinarono pian piano, trasmettendole il calore
che non aveva mai ricevuto dal proprio popolo e che, d'altronde, non aveva mai
fatto nulla per meritare.
«Sai,
nell'Aldilander ho avuto tutto il tempo per riflettere. E ho capito.
Ho capito perché mamma e papà hanno dato a te la corona, invece che a me.»
Sollevò la
mano tremante e le fece una piccola carezza sulla guancia. «Sei una persona
migliore di me, Mirana. Tu pensi agli altri e sei molto amata per questo. Io
non ho fatto altro che pensare a me stessa e sono stata pugnalata alle spalle
più e più volte.»
Fece una smorfia sofferente. «Questa è stata la pugnalata decisiva che
quell'infido mi ha assestato.»
Mirana
scosse la testa, incapace di frenare le lacrime. «Starai bene, vedrai.»
«No. Il
mio tempo è finito, ma va bene così. Volevo solo che lo sapessi...Ti voglio
bene, Mirana e...» s'interruppe e scoccò una rapida occhiata ad Alice. «...Non
intendevo ucciderla, poco fa. Stavo bluffando.» La voce della Regina Rossa si
fece sempre più fioca. «Conosco il Fante e so che non avrebbe mai messo a
repentaglio la sua vita per nessuno. Nemmeno per Alice.»
Chiuse gli
occhi e trasse un sospiro profondo, quasi avesse trovato la pace dopo aver
parlato in quel modo.
Mirana la scrollò. «Iracebeth!»
A quel
punto Alice decise di fare la sola cosa che le venne in mente per onorare al
meglio quella donna spietata, la cui crudeltà era forse la conseguenza
dell'intima paura di rimanere sola al mondo.
Paura che si era realizzata.
S'inginocchiò accanto a lei e fece un lieve cenno con la testa, mormorando:
«Addio, vostra maestà.»
Gli altri
la fissarono stupefatti, ma si affrettarono a imitarla.
Uno ad uno s'inginocchiarono e sussurrarono "Addio, vostra maestà"
oppure "Addio, Regina Rossa".
Quando giunse il turno di Tarrant, quest'ultimo piantò i grandi occhi
bicromatici sul volto esanime di colei che aveva odiato per lungo tempo.
Sollevò impercettibilmente gli angoli della bocca e fece un piccolo cenno con
la testa. «Arrivederci, Maledetta Capocciona. Sarai sempre con noi, qui» disse
portandosi una mano sul petto, all'altezza del cuore.
Iracebeth
rispose al piccolo sorriso del Cappellaio, dopodiché si rivolse per un'ultima
volta alla sorella. «Scusa per il male che ti ho fatto.»
Mirana
scosse la testa. «Ti devo la vita. Senza di te non sarei qui.»
Così, le
due sorelle che per tanto tempo erano state divise dall'odio, si strinsero
forte la mano per l'ultima volta e, prima che Iracebeth spirasse, la Regina
Bianca sussurrò piano: «Scusa per tutto ciò che ti ho sottratto.»
Sebbene
non ebbe il tempo di risponderle fu certa che la Regina Rossa la perdonò,
perché le dedicò uno sguardo carico d'affetto che ben presto divenne vitreo,
stampandosi indelebilmente sul volto di colei che era stata la peggiore nemica
degli abitanti di Sottomondo.
Mirana si
asciugò gli occhi e si alzò.
Nate si avvicinò per confortarla, ma lei lo fermò prima che l'abbracciasse.
«Voglio che portiamo mia sorella a palazzo. Avrà la sepoltura che merita.»
Si girò
verso Ilosovic, ancora sotto shock per gli ultimi accadimenti. «Pagherai le
pene dell'inferno per ciò che hai fatto, poco importa se va contro i miei
voti!» sbraitò inferocita.
Il Fante
di Cuori se ne accorse e si affrettò a riscuotersi. Fece per estrarre un'arma,
ma Tarrant lo precedette lanciandogli il coltellaccio con cui lui stesso aveva
posto fine all'esistenza della Regina Rossa. Lo trafisse dritto al cuore,
regalandogli una morte immediata.
«Mi dispiace solo che non abbia sofferto» mormorò adirato osservando il
cadavere.
Si rivolse alla Regina Bianca. «Ti chiedo scusa per averti anticipata, ma
dovevo vendicare la mia ragazza» disse guardando Alice.
Mirana si
strinse nelle spalle. «Dubito che sarei riuscita a punirlo davvero. Mi basta
che sia morto.» Si coprì la bocca con una mano, sorpresa da sé stessa. «Anche
se non dovrei dirlo.»
«Dunque è
finita?» domandò Alice in tono esausto, stringendosi a Tarrant.
Lui annuì
cingendola con un braccio. «Sì, Alice. È finita.»
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