Dio oscuro e selvaggio - J. Fiorentino

Ma quanto è bravo questo autore?

Ho letto diversi suoi romanzi e ogni volta rimango colpita dallo stile di scrittura evocativo, suadente, a tratti onirico.
Invidio molto il suo talento per le descrizioni e la capacità di caratterizzare minuziosamente ogni sfaccettatura dei personaggi che mette in scena e che rappresentano il punto forte del romanzo. Attraggono inesorabilmente a sé, soprattutto quelli negativi; non che ce ne sia uno davvero positivo, comunque.
La trama è imprevedibile e ingarbugliata il giusto. Contrariamente alla saga della Favola Oscura, in cui ho un po' faticato a seguire il filo del discorso, in Dio oscuro e selvaggio J. Fiorentino mantiene il focus sull'intreccio narrativo senza mai sgarrare nè perdersi il lettore per strada. Il che è un bene. 

Retelling sì o retelling no?
Questo romanzo è indubbiamente una rielaborazione della storia di Peter Pan, ma in chiave adulta, seducente e originale. Il bello sta proprio nel ritrovare i capisaldi del libro di J. M. Barrie, come l'Isola, i Perduti, Wendy, Uncino, Spugna...Ma in un'intepretazione completamente nuova, tutta da scoprire e che l'autore rivela pagina dopo pagina, mantenendo alta la tensione narrativa.
Non vedo l'ora di cominciare il sequel, nella speranza che non mi deluda com'è accaduto con il terzo volume della Favola Oscura; ho capito che a J. Fiorentino piace destabilizzare il lettore, ma io sono una lettrice da lieto fine. La vita è già abbastanza difficile così, almeno nei romanzi fatemi sognare.
 
Il mio voto: 🌟🌟🌟🌟🌟



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