Tutti dovrebbero dare una possibilità a questo bellissimo retelling di Alice nel Paese delle meraviglie, è una vera chicca.
Mi piace il fatto che si tratti di una rivisitazione in chiave contemporanea dove, però, permangono gli elementi fondamentali dell'opera di Lewis Carroll: i personaggi, la follia e il percorso di crescita di Alice.
La protagonista ha vent'anni, ma non ha ancora scelto cosa fare né chi diventare nella vita, sebbene la madre le stia con il fiato sul collo in tal senso: lavora presso una piccola libreria indipendente in cui non entra mai nessuno, fino al giorno in cui un guasto tecnico la mette di fronte alla necessità impellente di trovare un posto in cui stare. E' così che finisce al Mad Ink, lo studio di tatuaggi in cui lavora Kane, detto Cap, in cui si era già imbattuta precedentemente. Viene subito accolta da una piccola comitiva di personaggi veramente deliziosi, che ricalcano la combriccola del tè di Carroll, con cui Alice smetterà di sentirsi fuori posto (una costante della sua vita), capirà ciò che ama fare e troverà un posto da chiamare casa, con persone che diventeranno la sua nuova famiglia.
Dall'altra parte c'è Cap, assillato da demoni interiori legati al suo passato che lo portano a chiudersi in silenzi carichi di significato, a celare il proprio sguardo – fonte di timore per chiunque lo incroci – calcandosi un cappellino sulla testa e, soprattutto, a farsi manipolare da Vera, detta Queen (vi ricorda qualcuno?), che trae soddisfazione dall'averlo in pugno e isolarlo da chiunque dimostri di tenere a lui.
Non voglio svelare altro della trama, ma ci tengo a sottolineare quanto lo stile dell'autrice sia scorrevole e contrassegnato da un'ottima capacità descrittiva, che non indugia in sterili resoconti al limite della noia, bensì evoca nella mente del lettore attraverso immagini nitide e richiami di piccoli gesti che emozionano e mostrano ciò che sta avvenendo fra le pagine.
I personaggi sono delineati benissimo: i miei preferiti sono Cap (ovvio), seguito dai membri della pazza combriccola del Mad Ink, ciascuno dei quali costituisce la spalla comica in grado di offrire spunti di riflessione tanto ai protagonisti quanto al lettore.
Alice, che rischiava di finire nel marasma di eroine "io sono diversa dalle altre" è adorabile, pura, degna del nomignolo affettuoso che le verrà affibbiato dai ragazzi del Mad Ink: Meraviglia, per il modo in cui osserva il mondo e si stupisce sempre di ciò che la circonda. Mi sono affezionata molto a lei.
La componente romance è presente, ma non stucchevole: lo slow burn è pazzesco, caratterizzato da una tensione costante, ma non per questo invadente nei confronti della trama e del percorso di crescita di Alice e di Cap, che rappresenta il nervo centrale della storia.
Ho amato tutto: la trama, i personaggi, il messaggio implicito della storia. Questa lettura è stata un vero balsamo per la mia anima e, come spesso accade con i libri, è capitata proprio al momento giusto.
Il mio voto: 🌟🌟🌟🌟🌟

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