Labbra
contro labbra.
Respiri fusi in un unico soffio vitale.
Lingue che si sfioravano senza sosta.
Pelle percorsa da brividi di emozione.
Occhi serrati.
Le mani di
Tarrant tennero saldamente imprigionato il viso di Alice, quasi temesse che
potesse scappare. Ma la fanciulla non aveva alcuna intenzione di scappare,
affatto.
Aveva ricambiato subito il bacio del Cappellaio, per quanto l'avesse colta di
sorpresa. Era come se l'avesse desiderato per tutto il tempo in cui erano stati
distanti e poi da quando aveva rimesso piede a Sottomondo.
Stava scoprendo, suo malgrado, di aver agognato quel bacio dal primo momento in
cui aveva incrociato nuovamente i grandi occhi bicolori di Tarrant, sebbene non
se ne fosse accorta prima.
Tarrant
piegò la testa di lato, continuando a baciarla con trasporto. Insinuò
lentamente la lingua nella bocca di Alice, intrecciandola alla sua e
stuzzicandola in un modo che la fanciulla non si sarebbe mai aspettata.
D'altronde era pur sempre il suo primo bacio. Eppure, ogni reazione le giungeva
naturale con Tarrant, quasi si fossero baciati più e più volte. Le sue labbra
erano morbide e lui aveva un modo di baciare incredibilmente...Sexy.
Alice si
fece coraggio e sollevò le braccia per allacciarle intorno al suo collo,
stringendosi al suo corpo. Non aveva mai fatto caso alla loro differenza di
altezza: non era immensa, ma Tarrant la superava di diversi centimetri dandole
la piacevole sensazione che fosse un compagno solido e pronto a proteggerla.
L'aveva già dimostrato in occasione della battaglia contro la Regina Rossa,
quando non aveva esitato a intervenire per aiutarla...Accidenti! Stava realmente fantasticando
su Tarrant come compagno solo perché l'aveva baciata e stava continuando a
farlo?
Tarrant
POV
Il
Cappellaio temeva che non ne avrebbe mai avuto abbastanza di baciarla. Le sue
labbra erano così morbide, la sua lingua così calda e passionale...
A un certo
punto Alice gli aveva cinto il collo, invitandolo silenziosamente a proseguire.
Non l'aveva respinto come si era aspettato − temuto −, tutt'altro. Lo stava
baciando a sua volta con passione, respirando nella sua bocca e gemendo piano
di tanto in tanto. Così rischiava di farlo impazzire.
Le mani
del Cappellaio abbandonarono il viso della fanciulla per scendere in una lenta
carezza lungo il suo collo vellutato, aggrappandosi ai suoi riccioli biondi
sulla schiena. La strinse di più a sé rischiando forse di soffocarla, ma Alice
non fece una piega. Si avvinghiò ancora di più al suo corpo in ebollizione e si
sollevò sulle punte per baciarlo più comodamente.
Era
talmente bella. E passionale. E focosa.
Quest'ultima caratteristica l'aveva spinto a baciarla. Durante l'accesa
discussione di poco prima Tarrant non ci aveva più visto dalla rabbia e...Dalla
voglia di saltarle addosso! Aveva avvertito un irrefrenabile bisogno di mettere
a tacere il suo sproloquio e così aveva fatto.
Da quanto tempo desiderava baciarla? Tanto, forse troppo. Ma non l'avrebbe mai
ammesso, perché era ancora infuriato con lei e, suo malgrado, sapeva che non
appena si fossero staccati avrebbero ripreso a discutere.
Alice
POV
Tale era
la foga con cui la stava baciando da farla arretrare fino a quando si bloccò
contro il letto, ma nessuno dei due ci fece caso.
Alice si
aggrappò alle sue spalle forti, stringendo il tessuto lucido della giacca che
indossava. Un moto di passione la spinse ad accarezzargli il collo, scendendo
lungo il pomo d'Adamo con la punta delle dita per poi avanzare fino
all'apertura della camicia. Sfiorò con i polpastrelli tremanti la pelle
scoperta del petto di Tarrant e in quel momento sollevò le palpebre per
ammirarlo. Lui non se ne accorse, cosicché Alice poté gustarsi la visione del
Cappellaio che la baciava con trasporto. Abbassò gli occhi e si stupì di vedere
le proprie mani appoggiate strategicamente sui primi bottoni della sua camicia,
che in un attimo aprì rivelando una porzione maggiore della pelle diafana del
Cappellaio. Era incredibilmente liscia e perfetta.
Sollevò lo
sguardo e incrociò gli occhi verde e arancione di Tarrant intenti a scrutarla,
sebbene non avesse ancora smesso di baciarla. Alice avvampò e allontanò le mani
dal petto del Cappellaio. Lui sorrise di nascosto e l'afferrò per i polsi,
invitandola a posarle nuovamente dov'erano un istante prima.
«Provi
davvero qualcosa per me, Alice» mormorò contro le sue labbra dischiuse. Non era
una domanda, solo una constatazione di ciò che gli aveva detto poco prima,
durante il diverbio.
Lei avvertì un notevole imbarazzo nell'udire quella dichiarazione fatta a voce
alta da lui.
Tarrant si
scostò leggermente dal suo viso, abbandonando le sue labbra bollenti e gonfie
di passione. La fissò a lungo, in silenzio, dopodiché affilò lo sguardo. «Io
invece no. Dì pure al tuo compagno di dormire sonni tranquilli, perché si è
sbagliato» sputò fuori in tono velenoso.
Alice
strabuzzò gli occhi, incredula, e rimase un attimo interdetta. Era certa di
aver sentito male.
Tarrant non poteva averle parlato in quel modo, non dopo il
bacio che li aveva uniti per un tempo che le era parso infinito.
Non poteva credere che stesse ricominciando tutto da capo: la
strafottenza, il broncio, tutto!
Il
Cappellaio si raddrizzò e, senza staccarle gli occhi di dosso, si riabbottonò
indolente i bottoni che gli aveva slacciato. Lo fece con un lampo di malizia e
saccenza nello sguardo che proprio non le andarono giù.
La vista
le si offuscò a causa delle lacrime che minacciavano di uscire, sebbene
cercasse di trattenerle stoicamente. Tuttavia, ci vide nero quando Tarrant
sfoderò una smorfia arrogante. Si scagliò contro di lui tempestandolo di pugni
e sberle in ogni parte del corpo.
Il Cappellaio si protesse come meglio poté, ma Alice era una vera furia.
«Mascalzone!
Vigliacco! Ipocrita!»
«Vuoi
calmarti? Ehi! La mia mancanza d'interesse non significa che non sia stato un
bacio soddisfacente!» protestò divertito. Le scoccò un'occhiata maliziosa da
dietro le braccia con cui cercava di difendersi dai suoi colpi. «Anche più che
soddisfacente.»
«Villano!»
Lo colpì
di nuovo e nel frattempo sostenne con rabbia: «Per quel che mi riguarda,
invece, Nate bacia decisamente meglio!»
Tarrant
s'immobilizzò all'istante e fece sparire l'espressione compiaciuta dalla sua
faccia. La fissò in modo strano, ma non ebbe il tempo di replicare perché la
porta della stanza si spalancò e Nate fece capolino sulla soglia. Li scrutò uno
alla volta con la fronte aggrottata, stupendosi per il fatto che Alice
sembrasse in procinto di colpire il Cappellaio. «Ehm...Tutto bene?» tentò.
«Certo,
come no. Siamo da punto e a capo» ringhiò Alice in tono sommesso, cosicché solo
Tarrant potesse udirla.
Quest'ultimo
affilò lo sguardo e le dedicò un'occhiata tagliente. «Il tuo cavaliere
dall'armatura scintillante è venuto a cercarti. Per fortuna non è arrivato un
minuto fa.»
La
fanciulla avvampò di nuovo, mentre il Cappellaio si accostò al suo orecchio e
sibilò: «Non pensare troppo a me mentre lo bacerai o...Farete altre cose.»
Si
allontanò appena prima che Alice lo schiaffeggiasse e uscì dalla stanza,
silenzioso come un felino e furioso come solo lui poteva diventare.
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