Capitolo 2 - Discussioni fra pirati

Dopo essersi attardato nella foresta con Kali per disperdere il pensiero sulla nobile ragazzina che si è volutamente lasciato sfuggire − viceversa Laura non avrebbe avuto scampo −, Sandokan si dirige verso l'insenatura nella quale ha nascosto la lancia con cui fare avanti e indietro dal praho.

La ciurma lo attende impaziente e si mostra sorpresa di vederlo rientrare a mani vuote, soprattutto il suo più caro amico e braccio destro, Yanez de Gomera.

Il Portoghese inarca la fronte, sistemandosi il cappello di paglia che è solito calcarsi sulla testa per proteggersi dal sole che brucia durante le traversate in mare e aspirando una lunga boccata dall'immancabile sigaro. «Qualcosa è andato storto con la figlia di Lord Edward, fratellino?»

Sandokan non riesce a reprimere un sorrisetto divertito. «Diciamo che non era il momento giusto per rapirla.»

Yanez inarca la fronte con circospezione. «Oh...E da quando esiste un momento giusto per rapire una persona?»
Lo studia in un modo che dovrebbe metterlo a disagio, ma Sandokan evita accuratamente gli occhi del Portoghese.

«Da quando lo decido io.»

Yanez continua a fissarlo. «Non vorrai giocare al gatto e al topo con quella ragazza, fratellino? É troppo crudele, perfino per te.» Aspira un'altra boccata di fumo. «Sai già come la penso: rapire la figlia del tuo nemico non ti restituirà Marianna...Né la pace che cerchi. Lascia perdere.»

Sandokan serra le labbra, contrariato. Non sorride più. Posa i profondi occhi scuri sul Portoghese e affila lo sguardo. «Non m'importa cosa pensi. Non te l'ho chiesto...Fratellino» ringhia piccato.

In cuor suo sa che Yanez ha ragione, che dovrebbe rassegnarsi a lasciare andare il passato.
Ma non può.
Non ci riesce.
Pretende la sua vendetta.
É la sola cosa che l'ha mantenuto in vita dopo la morte di Marianna.

Una vita per una vita: è sempre stato il suo unico comandamento − oltre al profondo rispetto che nutre per le donne − e non intende accantonarlo. Non ora che è così vicino a vendicarsi dell'uomo che gli ha tolto tutto, ripagandolo con la stessa moneta.

«D'accordo» mormora Yanez rassegnato. «Qual è la tua prossima mossa?»

Le labbra di Sandokan s'incurvano nuovamente verso l'alto. «Lady Laura è...Diversa da come mi aspettavo. Lotterà con le unghie e con i denti per non farsi sottomettere, specie adesso che ha capito chi sono.»

«Ti sei rivelato?» si sorprende il Portoghese.

«L'avrebbe capito comunque. Pare piuttosto sveglia per la sua età.»
Ripensa al modo in cui l'ha affrontato nonostante l'evidente svantaggio fisico e reprime una risata.

«Quindi cosa intendi fare?»

Sandokan allarga le braccia, in una falsa riverenza che trasuda sarcasmo. «Sfruttare tutto il mio fascino, fratellino.»

Yanez s'irrigidisce. «Non sei cresciuto per questi giochetti?»

«Se l'avessi incontrata capiresti perché voglio divertirmi un po' con lei.»

«É una ragazzina» gli ricorda, «E tu sei un uomo adulto. Hai trent'anni, maledizione, intendi davvero rovinare i suoi sogni matrimoniali semplicemente seducendola

Sandokan sostiene il suo sguardo con una certa insofferenza. «Sì» ribatte infine.
Non gli dice che, da quel poco che ha potuto constatare osservandone l'atteggiamento selvatico e ribelle, dubita fortemente che Lady Laura sogni un matrimonio con tutti i crismi, come si conviene a una fanciulla del suo rango. Si morde la lingua, temendo che, dando voce a quel pensiero, insospettirebbe Yanez sulle motivazioni della nuova strategia che ha intenzione di mettere in atto per rapirla.
Non vuole ammettere che la piccola volpe l'abbia colpito.
Perché è bella, certo, anzi bellissima. Ma, soprattutto, è indomita.

«La rovinerai!» sbotta il Portoghese.

Lo ignora o almeno ci prova. Si allontana di qualche passo, fingendo di controllare gli ormeggi, sebbene sappia benissimo che non ce ne sia alcun bisogno. La sua ciurma è più che in grado di gestire il praho in sua assenza.

Yanez non desiste e lo tallona imperterrito. «Non merita di pagare a tal punto lo scotto degli errori paterni.»

Sandokan rilascia un sospiro esasperato. «Da quando ti sei ammorbidito?»

Il Portoghese fa un passo verso di lui e gli stringe la spalla. «Da quando, dopo la morte di Marianna, hai completamente perso il senno. Non sembri più lo stesso.» Lo fissa con quei penetranti occhi del colore dell'oceano. «Tu sei meglio di così. Io lo so

L'espressione di Sandokan muta repentinamente. La maschera di arroganza cade, lasciando il posto a un accenno di vulnerabilità. I caldi occhi scuri vengono attraversanti da un lampo di dolore, posandosi al pavimento. «Non le farò del male» mormora.

«Di questo sono sicuro.» Yanez si concede un piccolo sorriso. «Perché andrebbe contro i principi che ti ha insegnato tua madre. Tuttavia chiediti se ciò che vuoi fare derivi dalla brama di vendetta nei confronti di quel nobile inglese da strapazzo o...Dal bisogno di riempire un vuoto che hai nel cuore.»

Le parole del Portoghese lo penetrano come schegge affilate, trapassandolo da parte e parte e sedimentando in lui. Come al solito Yanez ha capito tutto e senza nemmeno il bisogno di sentirglielo dire.
Proprio per questo, Sandokan si abbandona a una risata tanto forte quanto forzata. «Stai fumando troppo, amico mio! Il tabacco ti sta dando alla testa, spingendoti a parlare a vanvera!»

Yanez arretra di un passo, consapevole che il suo amico abbia appena rindossato la maschera di falsa indifferenza con cui è solito mostrarsi da qualche tempo a questa parte. Sospira affranto. «Come vuoi. Non posso fermarti se ti sei messo in testa di andare fino in fondo con questo folle piano.» Si leva il capello e se lo rigira distrattamente fra le mani. «Come farai ad avvicinarti a lei, adesso che sa chi sei?»

Sandokan corruga la fronte.

«Sarà corsa a dirlo a suo padre» si spiega Yanez, «A quest'ora Lord Edward avrà già allertato le autorità, ordinando che stiano alle calcagna della figlia per proteggerla da te.» Si rimette il capello e sorride sardonico. «La tua ingenuità ti ha appena reso impossibile questa caccia.»

L'altro sorride di rimando. «Difficile, forse, non impossibile. Non per me.» Si passa una mano fra i lunghi capelli incrostati di salsedine. «E poi so per certo che non avrà fatto niente di tutto questo.»

Le sopracciglia del Portoghese scattano verso l'alto. «Come puoi dirlo?»

«L'ho guardata negli occhi.» Adesso Sandokan è più serio che mai. «Quella ragazza ha fame di libertà. Non la metterà a repentaglio soltanto perché il più acerrimo nemico di suo padre ha dichiarato di volerla rapire.» Sorride.

Yanez fa una smorfia. «Allora è matta.» Solleva il sopracciglio. «Forse ancor più di te.»

Sandokan si concede una bassa risata. Annuisce. «Su questo siamo d'accordo.»
Detto ciò, abbandona il Portoghese alle sue riflessioni e scende in cabina.
É impaziente di scoprire se ciò che pensa della piccola volpe sia vero.


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