Dopo essersi attardato nella foresta con Kali per disperdere il pensiero sulla nobile ragazzina che si è volutamente lasciato sfuggire − viceversa Laura non avrebbe avuto scampo −, Sandokan si dirige verso l'insenatura nella quale ha nascosto la lancia con cui fare avanti e indietro dal praho.
La ciurma
lo attende impaziente e si mostra sorpresa di vederlo rientrare a mani vuote,
soprattutto il suo più caro amico e braccio destro, Yanez de Gomera.
Il
Portoghese inarca la fronte, sistemandosi il cappello di paglia che è solito
calcarsi sulla testa per proteggersi dal sole che brucia durante le traversate
in mare e aspirando una lunga boccata dall'immancabile sigaro. «Qualcosa è
andato storto con la figlia di Lord Edward, fratellino?»
Sandokan
non riesce a reprimere un sorrisetto divertito. «Diciamo che non era il momento
giusto per rapirla.»
Yanez
inarca la fronte con circospezione. «Oh...E da quando esiste un momento
giusto per rapire una persona?»
Lo studia in un modo che dovrebbe metterlo a disagio, ma Sandokan evita
accuratamente gli occhi del Portoghese.
«Da quando
lo decido io.»
Yanez
continua a fissarlo. «Non vorrai giocare al gatto e al topo con quella ragazza,
fratellino? É troppo crudele, perfino per te.» Aspira un'altra boccata di fumo.
«Sai già come la penso: rapire la figlia del tuo nemico non ti restituirà
Marianna...Né la pace che cerchi. Lascia perdere.»
Sandokan
serra le labbra, contrariato. Non sorride più. Posa i profondi occhi scuri sul
Portoghese e affila lo sguardo. «Non m'importa cosa pensi. Non te l'ho
chiesto...Fratellino» ringhia piccato.
In cuor
suo sa che Yanez ha ragione, che dovrebbe rassegnarsi a lasciare andare il
passato.
Ma non può.
Non ci riesce.
Pretende la sua vendetta.
É la sola cosa che l'ha mantenuto in vita dopo la morte di Marianna.
Una
vita per una vita:
è sempre stato il suo unico comandamento − oltre al profondo rispetto che nutre
per le donne − e non intende accantonarlo. Non ora che è così vicino a
vendicarsi dell'uomo che gli ha tolto tutto, ripagandolo con la stessa moneta.
«D'accordo»
mormora Yanez rassegnato. «Qual è la tua prossima mossa?»
Le labbra
di Sandokan s'incurvano nuovamente verso l'alto. «Lady Laura è...Diversa da
come mi aspettavo. Lotterà con le unghie e con i denti per non farsi
sottomettere, specie adesso che ha capito chi sono.»
«Ti sei
rivelato?» si sorprende il Portoghese.
«L'avrebbe
capito comunque. Pare piuttosto sveglia per la sua età.»
Ripensa al modo in cui l'ha affrontato nonostante l'evidente svantaggio fisico
e reprime una risata.
«Quindi
cosa intendi fare?»
Sandokan
allarga le braccia, in una falsa riverenza che trasuda sarcasmo. «Sfruttare
tutto il mio fascino, fratellino.»
Yanez
s'irrigidisce. «Non sei cresciuto per questi giochetti?»
«Se
l'avessi incontrata capiresti perché voglio divertirmi un po' con lei.»
«É una
ragazzina» gli ricorda, «E tu sei un uomo adulto. Hai trent'anni, maledizione,
intendi davvero rovinare i suoi sogni matrimoniali semplicemente seducendola?»
Sandokan
sostiene il suo sguardo con una certa insofferenza. «Sì» ribatte infine.
Non gli dice che, da quel poco che ha potuto constatare osservandone
l'atteggiamento selvatico e ribelle, dubita fortemente che Lady Laura sogni un
matrimonio con tutti i crismi, come si conviene a una fanciulla del suo rango.
Si morde la lingua, temendo che, dando voce a quel pensiero, insospettirebbe
Yanez sulle motivazioni della nuova strategia che ha intenzione di mettere in
atto per rapirla.
Non vuole ammettere che la piccola volpe l'abbia colpito.
Perché è bella, certo, anzi bellissima. Ma, soprattutto, è indomita.
«La
rovinerai!» sbotta il Portoghese.
Lo ignora
o almeno ci prova. Si allontana di qualche passo, fingendo di controllare gli
ormeggi, sebbene sappia benissimo che non ce ne sia alcun bisogno. La sua
ciurma è più che in grado di gestire il praho in sua assenza.
Yanez non
desiste e lo tallona imperterrito. «Non merita di pagare a tal punto lo scotto
degli errori paterni.»
Sandokan
rilascia un sospiro esasperato. «Da quando ti sei ammorbidito?»
Il
Portoghese fa un passo verso di lui e gli stringe la spalla. «Da quando, dopo
la morte di Marianna, hai completamente perso il senno. Non sembri più lo
stesso.» Lo fissa con quei penetranti occhi del colore dell'oceano. «Tu sei
meglio di così. Io lo so.»
L'espressione
di Sandokan muta repentinamente. La maschera di arroganza cade, lasciando il
posto a un accenno di vulnerabilità. I caldi occhi scuri vengono attraversanti
da un lampo di dolore, posandosi al pavimento. «Non le farò del male» mormora.
«Di questo
sono sicuro.» Yanez si concede un piccolo sorriso. «Perché andrebbe contro i
principi che ti ha insegnato tua madre. Tuttavia chiediti se ciò che vuoi fare
derivi dalla brama di vendetta nei confronti di quel nobile inglese da
strapazzo o...Dal bisogno di riempire un vuoto che hai nel cuore.»
Le parole
del Portoghese lo penetrano come schegge affilate, trapassandolo da parte e
parte e sedimentando in lui. Come al solito Yanez ha capito tutto e senza
nemmeno il bisogno di sentirglielo dire.
Proprio per questo, Sandokan si abbandona a una risata tanto forte quanto
forzata. «Stai fumando troppo, amico mio! Il tabacco ti sta dando alla testa,
spingendoti a parlare a vanvera!»
Yanez
arretra di un passo, consapevole che il suo amico abbia appena rindossato la
maschera di falsa indifferenza con cui è solito mostrarsi da qualche tempo a
questa parte. Sospira affranto. «Come vuoi. Non posso fermarti se ti sei messo
in testa di andare fino in fondo con questo folle piano.» Si leva il capello e
se lo rigira distrattamente fra le mani. «Come farai ad avvicinarti a lei,
adesso che sa chi sei?»
Sandokan
corruga la fronte.
«Sarà
corsa a dirlo a suo padre» si spiega Yanez, «A quest'ora Lord Edward avrà già
allertato le autorità, ordinando che stiano alle calcagna della figlia per
proteggerla da te.» Si rimette il capello e sorride sardonico. «La tua
ingenuità ti ha appena reso impossibile questa caccia.»
L'altro
sorride di rimando. «Difficile, forse, non impossibile. Non per me.» Si passa
una mano fra i lunghi capelli incrostati di salsedine. «E poi so per certo che
non avrà fatto niente di tutto questo.»
Le
sopracciglia del Portoghese scattano verso l'alto. «Come puoi dirlo?»
«L'ho
guardata negli occhi.» Adesso Sandokan è più serio che mai. «Quella ragazza ha
fame di libertà. Non la metterà a repentaglio soltanto perché il più acerrimo
nemico di suo padre ha dichiarato di volerla rapire.» Sorride.
Yanez fa
una smorfia. «Allora è matta.» Solleva il sopracciglio. «Forse ancor più di te.»
Sandokan
si concede una bassa risata. Annuisce. «Su questo siamo d'accordo.»
Detto ciò, abbandona il Portoghese alle sue riflessioni e scende in cabina.
É impaziente di scoprire se ciò che pensa della piccola volpe sia vero.
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