Capitolo 6 - Il mercato di Labuan

Il mattino seguente Laura si reca al mercato di Labuan insieme alla cameriera Intan, alla ricerca di un tessuto adatto al vestito che si farà confezionare apposta per la sua festa di compleanno, che si terrà di lì a pochi giorni.

Compirà ventun anni.
Dopodiché sarà il tempo di trovare marito, pensa amareggiata.

Anche per questo motivo, forse, Lord Edward non ha badato a spese e sta organizzando un evento a dir poco esclusivo, riservato alle personalità più eminenti del Borneo, nonché a soggetti diplomaticamente importanti per lui.
Lei rinuncerebbe volentieri a più della metà degli invitati, ma sa di non potersi opporre alle necessità del padre.
Per quanto ami gli eventi mondani, Laura ne detesta l'eccessiva pomposità e le rigide regole legate all'etichetta che le impediscono di divertirsi come vorrebbe. Eppure non può fare niente per aggirarle, pena l'esserne esclusa a prescindere.

Gironzola distrattamente tra le bancarelle sfiorando sete pregiate e tessuti di squisita fattura, incurante degli ambulanti che cercano di venderle i propri prodotti.

«Ho già in mente l'abito che cucirò per te» dice Intan in tono sognante.
Sarà lei, infatti, a realizzarlo e Laura non ha dubbi che farà un ottimo lavoro. La sua amata cameriera è un'ottima sarta e − come le ha fatto notare il Capitano Brooke durante la cena in cui si sono conosciuti − sa perfettamente come valorizzare al meglio la sua bellezza.

Laura sorride. «Hai preferenze sul colore?»

«Scegli tu, cara. Dopotutto è il tuo compleanno.» La studia sottecchi. «Alla fine hai invitato il Capitano Brooke.»

«Non avevo molta scelta.»
Ed è vero. Non le è venuto in mente nient'altro per distrarre James ed evitare di rivelare la presenza di Sandokan nascosto dietro al cespuglio.

Maledetto Sandokan.

«Non ti piace proprio quel ragazzo?» prosegue la cameriera.

Laura esita. «Non è che non mi piace. Sembra interessante, ma...»

«Ma...?»

«Non lo so. Non mi ci vedo sposata con lui.»

Intan sorride materna e le stringe il braccio in modo affettuoso. «Mia cara, tu non ti vedi sposata con nessuno.» Dopodiché si allontana per accostarsi a un carretto che vende spezie dall'odore inconfondibile.

Laura soffoca una risatina. Intan ha proprio ragione, la conosce meglio di chiunque altro.
Un altro motivo per cui adora la sua cameriera è che non la soffoca. Non eccessivamente almeno. Come adesso, che la lascia libera di passeggiare distrattamente per il mercato e di allontanarsi perfino da lei. Se suo padre lo sapesse darebbe in escandescenza, già che vorrebbe farla andare in giro con la scorta, in quel periodo più che mai.

Tutta colpa dei pirati.

Laura non fa in tempo a pensarlo che una voce vagamente canzonatoria la strappa dalle sue riflessioni. «Una seta magnifica, non c'è che dire, ma secondo me quel colore non ti dona, Milady.»

Lascia cadere il tessuto che stava esaminando e solleva lo sguardo sull'uomo che la fissa divertito proprio dall'altro lato della bancarella: Sandokan.

«Scommetto che mi stavi pensando.»

«Ancora tu!» sbotta.

Il pirata sorride. «Non fingere di non essere felice di vedermi.»

In tutta risposta Laura si allontana stizzita e si reca verso un'altra bancarella, stavolta di gioielli.

Sandokan la segue serafico. Prende un bracciale e glielo porge. «Questo ti starebbe benissimo. Permetti?» chiede afferrandole delicatamente il polso per provarglielo.

«No!» Laura si ritrae. «Non accetto nulla da un brigante come te!»
Si allontana di nuovo, ma si guarda alle spalle per controllare se la stia tallonando: ovviamente sì.
Sbuffa. «Sai, basterebbe che gridassi per farti arrestare. Data la tua nomea, non sarebbe difficile.» Lo fulmina. «Non sei il pirata più temuto del Mar Cinese del Sud? Come fai ad andartene in giro come se nulla fosse per il mercato di Labuan?»

Sandokan ride. «Innanzitutto non sto facendo niente di male...Ancora.» La guarda ammiccante. «Sto solo passeggiando, proprio come te. Inoltre non mettevo piede a Labuan da quattro anni, dunque non sono esattamente ricercato. Anche se, certo, dati i miei precedenti preferirei evitare di far visita alle guardie.»

La fissa serio ed è quasi inquietante.
Quasi.
Forse per via di quegli occhi scuri e penetranti.

«Perciò ti sarei grato se non urlassi, Milady, o mi vedrò costretto a prendere provvedimenti spiacevoli.»

Tutt'altro che intimorita, Laura gli rivolge un'occhiata truce e torna verso la bancarella di tessuti.

Divertito, Sandokan la raggiunge con calma e la osserva in silenzio per qualche istante. «Perché ieri sera non hai detto a Brooke di avermi visto nel tuo giardino?»

Laura non lo guarda, continua a esaminare le stoffe. «E tu perché eri nascosto nel mio giardino?»

«Conversare con te è tutt'altro che facile, Lady Laura» sorride esasperato.

«Allora evita di conversare con me.»

Sandokan rilascia un sospiro sommesso. «Lo sai perché.»

«No, non lo so.»

«Secondo te?»

Finalmente lo guarda. «Per vendicarti di mio padre?»

«Qualcosa del genere» ribatte dopo un breve istante di riflessione.

«Rifacendoti su di me? Eppure mi hai salvato da una tigre ammaestrata e sei qui a importunarmi come un qualsiasi ragazzotto di strada. Nulla di così temibile, in fondo» lo punzecchia.

«Kali non è ammaestrata, te l'ho già detto.» Sorride, affascinato dalla sua sfrontatezza. «E io sono tutt'altro che un ragazzotto di strada, credimi.»

«Allora che cosa vuoi, Sandokan? Veramente.» Lo fissa, in attesa di risposta.

Il pirata sostiene il suo sguardo. «Non ne sono sicuro» replica infine.
Ravana distrattamente fra i tessuti esposti, poi afferra una seta color crema e uno chiffon azzurro. «Questi ti starebbero divinamente addosso» mormora.

Laura osserva le stoffe che ha scelto con un misto di apprezzamento e incredulità. Le sfiora delicatamente e le afferra, rigirandosele fra le mani.

«Permettimi di regalartele.»

«Perché dovresti?» chiede circospetta.

Sandokan sorride sornione. «Perché sono un fautore della bellezza.»

Arrossisce. «Parli delle stoffe, immagino.»

«Parlo di te. E, a giudicare dalle guance paonazze, l'avevi già capito.»

Laura maledice le reazioni traditrici del proprio corpo. «Grazie, ma non posso accettare.»

«Insisto» mormora Sandokan suadente, porgendo un sacchetto pieno di monete al merciaio, che lo accetta felice. «Il mio dono per il tuo compleanno, Milady.»

«Come sai del mio compleanno?» s'insospettisce, stringendosi le stoffe al petto.

Il pirata la guarda con un velo di divertimento. Adora indispettirla. «Oh non si parla d'altro a Labuan.»

«Chiaramente la gente si annoia.»

«Chiaramente il tuo paparino sta organizzando l'evento dell'anno.» Inarca le sopracciglia. «A cui presenzierà anche il tuo ultimo pretendente, mi pare di capire.»

Laura corruga la fronte.

«Parlo di Brooke» puntualizza Sandokan.

Gli rivolge un'occhiataccia. «È colpa tua! L'ho invitato per non farti scoprire!»

«Avrebbe comunque trovato il modo di presentarsi, visto il modo in cui ti ha puntata.»

Affila lo sguardo. «Allora lo conosci.»

«Il più famoso cacciatore di pirati del Borneo? Direi di sì.» Ammicca. «É curioso il modo in cui hai cercato di estorcergli informazioni su di me, ieri sera. Non mi è sembrato molto felice della cosa.»

Laura avvampa. «Hai ascoltato proprio tutto.»

«Non c'era granché da fare dietro a quel cespuglio.» Si gratta distrattamente la spalla muscolosa. «Dunque?»

«Cosa?»

«Lo sposerai?»

Sussulta, sorpresa dalla domanda. «Come siamo finiti a discutere di questo?»

Sandokan ride. «Beh non hai ancora risposto a nessuna delle mie domande.»

«A dire il vero nemmeno tu.»

«É evidente che dobbiamo migliorare la comunicazione, Milady.»

«O interromperla.»

Allunga una mano per sistemarle una ciocca di capelli dietro l'orecchio. «Oh avanti. Da quanto non ti divertivi così?»

Laura rabbrividisce quando le dita di Sandokan le sfiorano la guancia in quel gesto tanto semplice quanto confidenziale.
Detesta ammettere che abbia ragione: era da tempo immemore che non sosteneva una conversazione vivace come quella, sebbene non li stia conducendo da nessuna parte.

Il pirata la studia un istante. «La tua cameriera sta tornando a prenderti.» Sorride predatorio. «Ma non temere, piccola volpe, ci rivedremo presto.»
Ciò detto si dilegua più rapido di un felino. Non per niente lo chiamano la Tigre della Malesia.

Laura rimane un attimo interdetta a fissare la direzione in cui è scomparso, mentre Intan la raggiunge. «Hai trovato qualcosa di appropriato? Oh, che meravigliosi tessuti!» La guarda e nota la sua espressione inebetita. «Tutto bene, cara?»

Annuisce. «Sto bene» mormora, tentando invano di ignorare il cuore che batte un po’ più forte.


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