Capitolo 9 - Tensioni

É ormai sera quando Yanez scorge la scialuppa di Sandokan raggiungere il praho. Dà una lunga boccata al sigaro e rimugina su dove sia stato fino a quel momento. Anche se nutre più di un sospetto a riguardo.

Lo osserva balzare come un felino − non per niente lo chiamano la Tigre della Malesia − sul ponte principale e rivolgersi agli altri pirati come se nulla fosse. Ma a lui non può darla a bere e Sandokan lo sa, per questo evita accuratamente i gelidi occhi azzurri del Portoghese.


Tuttavia Yanez de Gomera è un uomo paziente e conosce il suo Capitano più di quanto a quest'ultimo piaccia ammettere, di conseguenza sa aspettare. Dà un’altra boccata al sigaro, senza distogliere lo sguardo da lui.
Dopo un tempo che pare infinito, Sandokan si volta e incrocia i suoi occhi. Non dice nulla.
«Hai passato una buona giornata, fratellino?»

L’altro inarca la fronte, ma non risponde.

«Ti sei forse mangiato la lingua?»

«E tu sei diventato una comare tutt'a un tratto?»

«Lo sono sempre stato, temo.» Sorride sornione e dà un altro tiro al sigaro. «Come sta la nostra principessina?»

Di nuovo, Sandokan non risponde. Gli dà le spalle e s'incammina verso il timone.

«Allora dimmi: sei riuscito a sviare Brooke dal nostro nascondiglio o dobbiamo continuare a spostarci in questa maledetta baia?»

«L'ho allontanato. Non credo che ci abbia visti.»

Yanez lo tallona senza posa. «É talmente interessato alla ragazza da risultare addirittura distratto, il nostro cacciatore di pirati?» lo pungola.

«Non che mi stupisca. In passato ha già dimostrato di essere facilmente manipolabile dal fascino femminile.»

«E tu no?»

«No» ribatte guardandolo, con un tono che mira a mettere fine alla conversazione, «Io no

Il Portoghese annuisce tra sé e con un ghigno eloquente si allontana. «Vado a dormire. Stai tu di guardia stanotte.»

Sandokan non risponde, limitandosi ad arrampicarsi sulla coffa del praho per avere una visuale migliore. E anche per non incappare in ulteriori interrogatori indesiderati.

***

Laura si guarda allo specchio girando su sé stessa con evidente soddisfazione. «Intan, hai fatto un lavoro straordinario! Questo abito è magnifico, mi fa sentire così bella!»

La cameriera si avvicina e le posa le mani sui fianchi. «Sei già incantevole di tuo, Milady.»

Si volta a guardarla sorpresa. «Da quando in qua ti rivolgi a me chiamandomi Milady come un Capitano Brooke qualsiasi?» ironizza.

Intan scoppia a ridere. «Mia cara, sei davvero irriverente con quel povero ragazzo!» Appoggia il mento sulla sua spalla e la guarda attraverso il riflesso dello specchio. «A ogni modo sei bellissima e l'abito che ho realizzato per te non fa che enfatizzare la tua avvenenza naturale.»

Laura sorride di rimando e si ammira ancora un po'. Osserva il modo in cui la seta e lo chiffon le scivolano lungo il corpo evidenziando le sue forme aggraziate e minute. I lunghi capelli castani le ricadono in morbide onde naturali sulle spalle coprendole i piccoli seni e arrivando fino a metà schiena, incorniciando il viso candido e dai lineamenti dolci su cui spiccano i grandi occhi marroni da cerbiatta e le labbra carnose.
Si piace molto, specie così al naturale, ma il vestito che Intan ha realizzato per lei la fa brillare.
Merito anche delle stoffe pregiate che ha acquistato quattro giorni prima al mercato...O meglio, che Sandokan le ha donato.

Non l'ha più visto da allora; dopo averlo incontrato nella foresta non si è più imbattuta in lui e in un certo senso le dispiace. Sa che è folle pensarlo, ma non può farne a meno.
Per quanto sia consapevole di essere bella e desiderabile − anche in virtù della posizione sociale che occupa −, si è vista diversa negli occhi del pirata più temuto della Malesia, come se lui fosse attratto principalmente dal fuoco che Laura sprigiona attraverso l'indole ribelle.
L'atteggiamento di Sandokan nei suoi confronti, infatti, è mutato dalla prima volta che l'ha incontrato, quando aveva cercato d'intimidirla: adesso è come se la stesse pungolando, il che non fa che accrescere il senso di curiosità e attrattiva che lei prova nei suoi confronti.
Ed è profondamente sbagliato, Laura lo sa.
Per questo si ammonisce di aver contato i giorni trascorsi dall'ultima volta che l'ha visto. Magari ha semplicemente deciso di lasciarla in pace ed è ripartito. Chissà. Eppure sosteneva di essere tornato a Labuan per lei...

Intan le sfiora la schiena per riscuoterla nel momento in cui le nocche di Lord Edward battono delicatamente sulla porta socchiusa della stanza. Quando la vede s'immobilizza estasiato. «Bambina mia, sei un sogno!»

Laura sorride lusingata. Solleva leggermente le balze della gonna e compie una piccola piroetta su sé stessa. «Ti piace, padre? Intan è stata bravissima.»

«Come sempre» conviene scoccando un'occhiata complice alla cameriera. «Inoltre il soggetto aiuta.» Si avvicina per stringerle le mani in maniera affettuosa. «James Brooke rimarrà senza fiato.»

Alza gli occhi al cielo sbuffando in modo tutt'altro che decoroso e appropriato per una signorina del suo rango. «Che noia, sempre a nominare quel lezioso capitano!»

«Laura» l'ammonisce perentorio, «Ti prego. Avevi promesso che gli avresti dato una possibilità.»

«Non ricordo che dalla mia bocca siano uscite queste esatte parole.»

Lord Edward sospira e la trascina gentilmente verso il letto per farla sedere accanto a sé. Poi fa cenno a Intan di lasciarli soli. Guarda la figlia. «Tesoro, voglio essere sincero con te: sono preoccupato.»

«Perché?»

L'uomo rimugina un istante prima di parlare. «In questi ultimi giorni è stata segnalata la presenza di pirati a Labuan.»

«Ah sì?» chiede in tono un po' troppo leggero.

Lord Edward annuisce fissandola. «Non...Non è stato confermato, ma qualcuno ha perfino fatto cenno alla possibilità che possa trattarsi di Sandokan.»

Ammutolisce, ma non per il motivo che pensa suo padre.

«Ora capisci perché sono così preoccupato per te?»

«Per me

Stavolta è lui ad alzare gli occhi al cielo. «Ne abbiamo già discusso: rappresenti un bersaglio fin troppo appetibile per qualsiasi pirata. Attraverso te, colpiscono me.»

Laura sostiene il suo sguardo austero. «Vale anche per Sandokan?»

«Soprattutto per Sandokan.»

«Perché?» domanda d'impeto. «Non mi hai mai spiegato il motivo per cui quel pirata dovrebbe odiarti tanto...»

«Perché la mia stessa esistenza di galantuomo che difende la legge si scontra con tutto ciò che lui rappresenta!» ribatte in tono brusco e un po' troppo precipitoso.

Lei non si lascia convincere dalla risposta frettolosa del padre. «Ma non è sufficiente a giustificare un astio tale da perpetrarsi negli anni al punto da temere una rivalsa da parte sua.»

Lord Edward s'irrigidisce. «Ti basti sapere che il pericolo incombe su Labuan e che devi stare attenta.» Si ricompone. «Ed è qui che entrano in gioco le mie insistenze riguardanti Lord Brooke.»

Laura inarca le sopracciglia.

«É un rinomato cacciatore di pirati, un uomo tutto d'un pezzo che ha già combattuto Sandokan in passato...»

«Fallendo miseramente.»

Il padre la fulmina. «Non sarà riuscito a incarcerarlo, ma almeno l'ha allontanato da Labuan.»

«Dunque conta solo che Sandokan stia alla larga da Labuan, poco importa se va a razziare altri luoghi.»

«Sì! Perché qui ci sei tu e lontano da Labuan significa lontano da te

Laura lo guarda esterrefatta. Di rado suo padre perde la calma e mai con lei. Dev'essere davvero preoccupato, quasi si aspettasse che Sandokan potesse tornare per vendicarsi di...Qualcosa.
Qualcosa che non vuole rivelarle, ma che, a conti fatti, sembra riguardarla.
É così snervante trovarsi al centro di tutti quei misteri e non poter fare nulla per venirne a capo!

«D'accordo, starò attenta» replica in tono monocorde, alzandosi per troncare la discussione.

«Non mi basta, Laura. Voglio che tu rimanga il più vicino possibile al Capitano Brooke. Anche stasera.»

«Ma c'è la mia festa di compleanno! Non puoi pretendere che stia appiccicata a lui, padre! Voglio divertirmi, voglio ballare...!»

Lord Edward si morde nervosamente l'interno della guancia. Infine sospira. «D'accordo, d'accordo. Ma cerca di non essere così irriverente con i nostri ospiti.»

«Non sono mai irriverente.»

Il padre ride, sapeva che avrebbe risposto così. «Giusto. Ti comporti sempre da damigella educata» ribatte con una generosa dose di sarcasmo. «Per favore, non spaventare gli ospiti con il tuo solito atteggiamento cordiale!» la prende in giro, ora più rilassato.

Laura gli rifila una smorfia affettuosa. «Ci proverò.»

Lord Edward si alza dal letto e s'incammina verso la porta borbottando tra sé. «Che ragazza! Mi sta preparando fin dalla nascita per un esaurimento nervoso, ne sono certo!»


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