Laura trascorre l'intera giornata a leggere, nel tentativo di distrarsi tanto dall'incontro con Sandokan quanto dall'imminente cena con il Capitano James Brooke, noto cacciatore di pirati e vecchia conoscenza di suo padre.
Il destino
sa essere davvero assurdo: quella mattina si è trovata faccia a faccia con il
pirata più temuto di tutta la Malesia e di lì a qualche ora le verrà presentato
un pretendente che fa il mercenario di professione.
Laura si
alza dal letto e si dirige verso il guardaroba, dove un elegante abito in
taffetà color verde menta attende di essere indossato. Sfiora il tessuto lucido
con i polpastrelli e sospira: quel vestito le calza a pennello, di certo farà
girare la testa a Lord Brooke. Non sa se esserne contenta; suo padre sostiene
che, a differenza di tutti i pretendenti incontrati fino a quel momento, lui
potrebbe piacerle, ma Laura nutre ben poche speranze a riguardo.
Specie
dopo l'incontro di quel mattino.
Scuote la
testa, vergognandosi di averlo anche solo pensato. Non può
piacerle Sandokan. É un pirata, un uomo pericoloso...Il nemico giurato di Lord
Edward. Le è stato ripetuto talmente tante volte da essersi inculcata quella
definizione nella testa, eppure...Eppure quel mattino lui non le ha torto un
capello. Certo, le ha rivelato di essere lì per rapirla, ma non l'ha
fatto. Non solo: l'ha perfino salvata dall'attacco della tigre, Kali. Per
quanto l'abbia accusato di averla spaventata apposta, dubita che il felino
l'avrebbe risparmiata se non ci fosse stato Sandokan nei paraggi. Magari,
invece, si trovava nei dintorni perché lui aveva voluto così, per sbarrarle la
strada in un'ipotetica fuga come, di fatto, era accaduto.
Laura si
porta le mani alle tempie. A furia di rimuginare, le sta venendo un gran mal di
testa.
Si siede sul bordo del letto e sospira.
Un dubbio l'affligge più di tutti gli altri: perché Sandokan
non l'ha rapita? Avrebbe potuto avere facilmente la meglio su di lei, con o
senza il suo stupido pugnale. Eppure l'ha lasciata andare, anche dopo il finto
attacco della tigre. Perché?
E perché
vuole rapirla, di grazia?
Laura
immagina che abbia a che fare con una sorta di regolazione di conti nei
confronti di suo padre, ma non ha idea di ciò che potrebbe significare. A
essere sincera, non conosce nemmeno le reali motivazioni che rendono Lord
Edward e Sandokan nemici giurati. É cresciuta con questa certezza e tanto
bastava. Almeno fino a oggi.
La sua
cameriera personale, una donna di nome Intan, bussa alla porta della stanza. «Lady
Laura, è ora di prepararci per la cena.»
Laura
getta una rapida occhiata fuori dalla finestra e si accorge soltanto in quel
momento che il sole sta calando. Alza gli occhi al cielo e va ad aprire la
porta.
Intan
entra nella stanza con un piccolo sorriso materno. «Anche oggi sei riuscita a
fare infuriare tuo padre.»
«L'hai già
saputo?»
La donna
si stringe nelle spalle. «Sembrava piuttosto nervoso. Ho tirato a indovinare.»
Poi vede il vestito tutto sporco e strappato posato sulla sedia e si porta una
mano al petto. «Oh...Ora capisco. Hai fatto una scampagnata nella foresta,
cara?»
«Qualcosa
del genere» replica mantenendosi sul vago. In un'altra occasione avrebbe
raccontato tutto a Intan, ma stavolta non può proprio farlo. Perfino lei
impazzirebbe se sapesse che ha incontrato il pirata dal quale il padre l'ha
sempre messa in guardia e che lui aveva intenzione di rapirla.
Chissà perché, a Laura l'idea non spaventa neanche un po'. Forse è vero che è
un'incosciente.
Ignara
delle sue riflessioni, Intan si avvicina al guardaroba per prendere il vestito
dalla stampella. «Ti starà d'incanto. Lord Brooke non ti resisterà.»
«É proprio
quel che temo» sbuffa.
La
governante ride. «Mia cara, non puoi restare nubile per sempre.»
«Risparmiami
la predica. Ci ha già pensato mio padre» ribatte più duramente di quanto
vorrebbe. La guarda dispiaciuta. «Scusa. È stata una giornata...Strana.»
Intan
sorride in modo dolce. Poi le fa segno di avvicinarsi per aiutarla a cambiarsi.
Laura
sospira, ma obbedisce. Non c'è modo di fuggire a quella cena.
***
É ormai
sera quando Sandokan e Yanez fuoriescono dalla foresta per raggiungere villa
Brown. Intendono studiare le abitudini di Lord Edward nonché il presidio di
sicurezza di cui dispone la sua abitazione.
I due pirati riescono ad attraversare facilmente il grande giardino e ad
accostarsi a una finestra illuminata al piano terra. É chiaro che sta per
svolgersi una cena di una certa importanza, a giudicare dalla tavola imbandita.
Yanez
sgattaiola accanto alla finestra che dà sul soggiorno e fa segno a Sandokan di
raggiungerlo. A giudicare dalla sua espressione, dev'esserci qualcosa
d'interessante da vedere.
Sandokan
si avvicina a passo felpato e si sporge appena per guardare dentro. Non può
credere ai suoi occhi.
***
James
Brooke sta conversando amabilmente con Lord Edward, quando sente un tenue
rumore di passi sulle scale. Si volta e la vede. «Lady Laura, suppongo.»
Sorride, abbagliato dalla bellezza della fanciulla che avanza verso di lui.
Laura
scambia una rapida occhiata con il padre, che l'ammonisce silenziosamente di
essere garbata. Così sorride e china leggermente il capo. «Lieta di conoscervi,
Capitano Brooke.»
«Vi prego,
chiamatemi James.» Le stringe delicatamente la mano e le sfiora le dita con le
labbra. «Siete incantevole.»
Lei si
trattiene dall'alzare gli occhi al cielo. «Grazie Capitano.»
«James» la
corregge, non senza un sorriso vagamente divertito. Si è accorto della sua
ritrosia a dargli confidenza. «Vostro padre mi ha detto che siete restia a
conoscere nuovi pretendenti.»
«Una volta
tanto, mio padre dice il vero.»
Poco più
indietro, Intan trattiene una risata.
Lord Edward, invece, serra le labbra con fare indispettito. «Laura...»
Lei inarca
la fronte con falsa ingenuità. «Cosa c'è, padre? Ho solo risposto a una domanda
del Capitano Brooke.»
«James.»
Sorride
seccata. «E il dessert è ancora lontano.»
***
Yanez
scocca a Sandokan un'occhiata eloquente. «Le cose si complicano» mormora.
Sandokan è
irritato e galvanizzato al tempo stesso. Non può credere che, oltre a essere la
figlia dell'uomo a cui vuole farla pagare, Lady Laura sia anche al centro delle
mire del Capitano Brooke.
James
Brooke è in vetta alla classifica delle persone che più odia al mondo, secondo
soltanto a Lord Edward. É tragicomico che il cacciatore di
pirati s'interessi sempre alle donne su cui mette gli occhi Sandokan e
che, in linea di massima, lo preferiscono a lui: Marianna...Ma, a giudicare dal
cipiglio con cui l'ha accolto, perfino Lady Laura si è mostrata più cordiale
con Sandokan, il che è tutto un dire.
Ritrova gli occhi tesi di Yanez e gli fa segno di stare tranquillo. Non tutto è
perduto, anzi.
La
vendetta rischia di essere ancora più dolce.
***
Seduta con
le gambe distese sotto al tavolo, Laura finge di ascoltare le chiacchiere fra
Lord Edward e il Capitano Brooke, ma in realtà è annoiata a morte.
James se
ne accorge e prova a instaurare una conversazione con lei. «Avete gusto per gli
abiti raffinati.»
Finge
d'illuminarsi. «Trovate?» Lo guarda truce. «Beh, sbagliate. Questo vestito è
stato scelto dalla mia cameriera. Complimentatevi con le per il buon gusto.»
Mentre
versa da bere a Lord Edward, Intan l'ammonisce con lo sguardo. “Fai la brava”
sembra dirle.
Ma Laura non ha alcuna intenzione di obbedire, non quando si sta annoiando così
tanto.
James non
demorde né si lascia abbattere dalla sua lingua biforcuta. «Però è a voi che
calza così splendidamente.»
«Sbagliate
ancora. Stava benissimo anche sulla stampella.»
«Laura!»
sbotta Lord Edward.
Lei lo
ignora, mentre il Capitano Brooke gli fa segno che va tutto bene. Si sta
perfino divertendo. «Allora diciamo che la vostra cameriera vi conosce molto
bene, abbastanza da sapere ciò che enfatizza maggiormente la vostra bellezza.»
Laura
inarca la fronte. «Andrete avanti ancora molto a dirmi che sono bella, Capitano
Brooke? Vi mancano gli argomenti.»
Lord
Edward serra i pugni sul tavolo.
«A ogni
modo» prosegue in tono più docile, «In effetti Intan mi conosce bene. É come
una madre per me» conviene.
L'interesse
di James si riaccende. «Che ne è di vostra madre?»
A quelle
parole Laura s'irrigidisce. Distoglie lo sguardo e si alza. «Con permesso.»
Stavolta
Lord Edward non la rimprovera né tenta di fermarla. Emette un profondo sospiro
e guarda il Capitano Brooke. «Forse avrei dovuto mettervi in guardia
sull'irriverenza di mia figlia, che non è completamente mal riposta.»
«Cosa
intendete dire?»
L'uomo si
massaggia le tempie. «Mia moglie, Catherine...La madre di Laura...Se ne andò
poco dopo ciò che accadde a…Lady Marianna.»
James
s'irrigidisce nel sentir menzionare la donna un tempo amata. Tuttavia non dice
nulla.
«Le era
molto legata e…Non mi perdonò mai.» La voce di Lord Edward si spezza per un
breve istante. Poi ritrova l'autocontrollo. «Fu come se fosse morta sua figlia.
Per questo decise di partire per sempre. Allora Laura aveva diciassette anni.»
Giocherella con le grinze della tovaglia in lino. «Ovviamente Laura si è
sentita completamente abbandonata: sua madre l'aveva lasciata per l'incapacità
di superare la perdita di una ragazza che non era nemmeno figlia sua.» Sospira.
«Ecco perché fatico a rimproverarla. Negli ultimi quattro anni la mia bambina è
cresciuta nell'ombra di un fantasma che la perseguita, una fanciulla con cui
non ha mai avuto a che fare, ma...Di cui paga tutte le conseguenze.»
Il
Capitano Brooke annuisce serio. «Capisco. E voglio rassicurarvi che
l'impressione che ho avuto di vostra figlia è tutt'altro che negativa, a
discapito dei suoi tentativi per scoraggiarmi.» Sorride appena. «É una ragazza
sveglia. Non vedo l'ora di conoscerla meglio. E mi dispiace di avere toccato un
nervo scoperto, non l'avrei mai fatto se solo avessi saputo.»
«Non è
colpa vostra. Avrei dovuto avvisarvi.» Lord Edward beve un sorso di vino.
In quel
momento i camerieri servono il dessert, al che James ha un'idea. Prende il
piatto di Laura e si alza. «Con permesso.»
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