Capitolo 4 - Il Capitano James Brooke

Laura trascorre l'intera giornata a leggere, nel tentativo di distrarsi tanto dall'incontro con Sandokan quanto dall'imminente cena con il Capitano James Brooke, noto cacciatore di pirati e vecchia conoscenza di suo padre.

Il destino sa essere davvero assurdo: quella mattina si è trovata faccia a faccia con il pirata più temuto di tutta la Malesia e di lì a qualche ora le verrà presentato un pretendente che fa il mercenario di professione.

Laura si alza dal letto e si dirige verso il guardaroba, dove un elegante abito in taffetà color verde menta attende di essere indossato. Sfiora il tessuto lucido con i polpastrelli e sospira: quel vestito le calza a pennello, di certo farà girare la testa a Lord Brooke. Non sa se esserne contenta; suo padre sostiene che, a differenza di tutti i pretendenti incontrati fino a quel momento, lui potrebbe piacerle, ma Laura nutre ben poche speranze a riguardo.

Specie dopo l'incontro di quel mattino.

Scuote la testa, vergognandosi di averlo anche solo pensato. Non può piacerle Sandokan. É un pirata, un uomo pericoloso...Il nemico giurato di Lord Edward. Le è stato ripetuto talmente tante volte da essersi inculcata quella definizione nella testa, eppure...Eppure quel mattino lui non le ha torto un capello. Certo, le ha rivelato di essere lì per rapirla, ma non l'ha fatto. Non solo: l'ha perfino salvata dall'attacco della tigre, Kali. Per quanto l'abbia accusato di averla spaventata apposta, dubita che il felino l'avrebbe risparmiata se non ci fosse stato Sandokan nei paraggi. Magari, invece, si trovava nei dintorni perché lui aveva voluto così, per sbarrarle la strada in un'ipotetica fuga come, di fatto, era accaduto.

Laura si porta le mani alle tempie. A furia di rimuginare, le sta venendo un gran mal di testa.
Si siede sul bordo del letto e sospira.
Un dubbio l'affligge più di tutti gli altri: perché Sandokan non l'ha rapita? Avrebbe potuto avere facilmente la meglio su di lei, con o senza il suo stupido pugnale. Eppure l'ha lasciata andare, anche dopo il finto attacco della tigre. Perché?

E perché vuole rapirla, di grazia?

Laura immagina che abbia a che fare con una sorta di regolazione di conti nei confronti di suo padre, ma non ha idea di ciò che potrebbe significare. A essere sincera, non conosce nemmeno le reali motivazioni che rendono Lord Edward e Sandokan nemici giurati. É cresciuta con questa certezza e tanto bastava. Almeno fino a oggi.

La sua cameriera personale, una donna di nome Intan, bussa alla porta della stanza. «Lady Laura, è ora di prepararci per la cena.»

Laura getta una rapida occhiata fuori dalla finestra e si accorge soltanto in quel momento che il sole sta calando. Alza gli occhi al cielo e va ad aprire la porta.

Intan entra nella stanza con un piccolo sorriso materno. «Anche oggi sei riuscita a fare infuriare tuo padre.»

«L'hai già saputo?»

La donna si stringe nelle spalle. «Sembrava piuttosto nervoso. Ho tirato a indovinare.» Poi vede il vestito tutto sporco e strappato posato sulla sedia e si porta una mano al petto. «Oh...Ora capisco. Hai fatto una scampagnata nella foresta, cara?»

«Qualcosa del genere» replica mantenendosi sul vago. In un'altra occasione avrebbe raccontato tutto a Intan, ma stavolta non può proprio farlo. Perfino lei impazzirebbe se sapesse che ha incontrato il pirata dal quale il padre l'ha sempre messa in guardia e che lui aveva intenzione di rapirla.
Chissà perché, a Laura l'idea non spaventa neanche un po'. Forse è vero che è un'incosciente.

Ignara delle sue riflessioni, Intan si avvicina al guardaroba per prendere il vestito dalla stampella. «Ti starà d'incanto. Lord Brooke non ti resisterà.»

«É proprio quel che temo» sbuffa.

La governante ride. «Mia cara, non puoi restare nubile per sempre.»

«Risparmiami la predica. Ci ha già pensato mio padre» ribatte più duramente di quanto vorrebbe. La guarda dispiaciuta. «Scusa. È stata una giornata...Strana.»

Intan sorride in modo dolce. Poi le fa segno di avvicinarsi per aiutarla a cambiarsi.

Laura sospira, ma obbedisce. Non c'è modo di fuggire a quella cena.

***

É ormai sera quando Sandokan e Yanez fuoriescono dalla foresta per raggiungere villa Brown. Intendono studiare le abitudini di Lord Edward nonché il presidio di sicurezza di cui dispone la sua abitazione.
I due pirati riescono ad attraversare facilmente il grande giardino e ad accostarsi a una finestra illuminata al piano terra. É chiaro che sta per svolgersi una cena di una certa importanza, a giudicare dalla tavola imbandita.

Yanez sgattaiola accanto alla finestra che dà sul soggiorno e fa segno a Sandokan di raggiungerlo. A giudicare dalla sua espressione, dev'esserci qualcosa d'interessante da vedere.

Sandokan si avvicina a passo felpato e si sporge appena per guardare dentro. Non può credere ai suoi occhi.

***

James Brooke sta conversando amabilmente con Lord Edward, quando sente un tenue rumore di passi sulle scale. Si volta e la vede. «Lady Laura, suppongo.»
Sorride, abbagliato dalla bellezza della fanciulla che avanza verso di lui.

Laura scambia una rapida occhiata con il padre, che l'ammonisce silenziosamente di essere garbata. Così sorride e china leggermente il capo. «Lieta di conoscervi, Capitano Brooke.»

«Vi prego, chiamatemi James.» Le stringe delicatamente la mano e le sfiora le dita con le labbra. «Siete incantevole.»

Lei si trattiene dall'alzare gli occhi al cielo. «Grazie Capitano.»

«James» la corregge, non senza un sorriso vagamente divertito. Si è accorto della sua ritrosia a dargli confidenza. «Vostro padre mi ha detto che siete restia a conoscere nuovi pretendenti.»

«Una volta tanto, mio padre dice il vero.»

Poco più indietro, Intan trattiene una risata.
Lord Edward, invece, serra le labbra con fare indispettito. «Laura...»

Lei inarca la fronte con falsa ingenuità. «Cosa c'è, padre? Ho solo risposto a una domanda del Capitano Brooke.»

«James.»

Sorride seccata. «E il dessert è ancora lontano.»

***

Yanez scocca a Sandokan un'occhiata eloquente. «Le cose si complicano» mormora.

Sandokan è irritato e galvanizzato al tempo stesso. Non può credere che, oltre a essere la figlia dell'uomo a cui vuole farla pagare, Lady Laura sia anche al centro delle mire del Capitano Brooke.

James Brooke è in vetta alla classifica delle persone che più odia al mondo, secondo soltanto a Lord Edward. É tragicomico che il cacciatore di pirati s'interessi sempre alle donne su cui mette gli occhi Sandokan e che, in linea di massima, lo preferiscono a lui: Marianna...Ma, a giudicare dal cipiglio con cui l'ha accolto, perfino Lady Laura si è mostrata più cordiale con Sandokan, il che è tutto un dire.
Ritrova gli occhi tesi di Yanez e gli fa segno di stare tranquillo. Non tutto è perduto, anzi. 

La vendetta rischia di essere ancora più dolce.

***

Seduta con le gambe distese sotto al tavolo, Laura finge di ascoltare le chiacchiere fra Lord Edward e il Capitano Brooke, ma in realtà è annoiata a morte.

James se ne accorge e prova a instaurare una conversazione con lei. «Avete gusto per gli abiti raffinati.»

Finge d'illuminarsi. «Trovate?» Lo guarda truce. «Beh, sbagliate. Questo vestito è stato scelto dalla mia cameriera. Complimentatevi con le per il buon gusto.»

Mentre versa da bere a Lord Edward, Intan l'ammonisce con lo sguardo. “Fai la brava” sembra dirle.
Ma Laura non ha alcuna intenzione di obbedire, non quando si sta annoiando così tanto.

James non demorde né si lascia abbattere dalla sua lingua biforcuta. «Però è a voi che calza così splendidamente.»

«Sbagliate ancora. Stava benissimo anche sulla stampella.»

«Laura!» sbotta Lord Edward.

Lei lo ignora, mentre il Capitano Brooke gli fa segno che va tutto bene. Si sta perfino divertendo. «Allora diciamo che la vostra cameriera vi conosce molto bene, abbastanza da sapere ciò che enfatizza maggiormente la vostra bellezza.»

Laura inarca la fronte. «Andrete avanti ancora molto a dirmi che sono bella, Capitano Brooke? Vi mancano gli argomenti.»

Lord Edward serra i pugni sul tavolo.

«A ogni modo» prosegue in tono più docile, «In effetti Intan mi conosce bene. É come una madre per me» conviene.

L'interesse di James si riaccende. «Che ne è di vostra madre?»

A quelle parole Laura s'irrigidisce. Distoglie lo sguardo e si alza. «Con permesso.»

Stavolta Lord Edward non la rimprovera né tenta di fermarla. Emette un profondo sospiro e guarda il Capitano Brooke. «Forse avrei dovuto mettervi in guardia sull'irriverenza di mia figlia, che non è completamente mal riposta.»

«Cosa intendete dire?»

L'uomo si massaggia le tempie. «Mia moglie, Catherine...La madre di Laura...Se ne andò poco dopo ciò che accadde a…Lady Marianna.»

James s'irrigidisce nel sentir menzionare la donna un tempo amata. Tuttavia non dice nulla.

«Le era molto legata e…Non mi perdonò mai.» La voce di Lord Edward si spezza per un breve istante. Poi ritrova l'autocontrollo. «Fu come se fosse morta sua figlia. Per questo decise di partire per sempre. Allora Laura aveva diciassette anni.» Giocherella con le grinze della tovaglia in lino. «Ovviamente Laura si è sentita completamente abbandonata: sua madre l'aveva lasciata per l'incapacità di superare la perdita di una ragazza che non era nemmeno figlia sua.» Sospira. «Ecco perché fatico a rimproverarla. Negli ultimi quattro anni la mia bambina è cresciuta nell'ombra di un fantasma che la perseguita, una fanciulla con cui non ha mai avuto a che fare, ma...Di cui paga tutte le conseguenze.»

Il Capitano Brooke annuisce serio. «Capisco. E voglio rassicurarvi che l'impressione che ho avuto di vostra figlia è tutt'altro che negativa, a discapito dei suoi tentativi per scoraggiarmi.» Sorride appena. «É una ragazza sveglia. Non vedo l'ora di conoscerla meglio. E mi dispiace di avere toccato un nervo scoperto, non l'avrei mai fatto se solo avessi saputo.»

«Non è colpa vostra. Avrei dovuto avvisarvi.» Lord Edward beve un sorso di vino.

In quel momento i camerieri servono il dessert, al che James ha un'idea. Prende il piatto di Laura e si alza. «Con permesso.»


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