Capitolo 20 - Rapimento

Sandokan e Yanez sono ancora nascosti nella vegetazione, avvolti dall’oscurità della notte, mentre attendono che Emilio compia la sua mossa.
La tensione è papabile.
Perfino Kali sembra pronta a scattare al primo cenno di pericolo.
Proprio come Sandokan, i cui muscoli tesi e l’espressione tirata lo fanno assomigliare al felino che gli siede accanto.

Yanez lo osserva di nascosto.
«Andrà tutto bene» mormora.

Non risponde, limitandosi a serrare le labbra fino a ridurle a una linea sottile.
La musica proveniente da casa Brown gli dà sui nervi, sebbene gli rammenti la volta in cui si è infiltrato alla festa di compleanno di Laura. Quando era cominciato tutto.
Gli sembra che sia accaduto ieri, invece sono trascorsi giorni da allora, addirittura settimane in cui i loro incontri segreti si sono susseguiti numerosi pur non appagandoli del tutto.

«Ecco Emilio» sussurra Yanez.

Sandokan solleva la testa di scatto e aguzza la vista.
Vede il giovane pirata uscire sul portico di casa Brown, seguito da Laura.
Sopraggiungono quasi subito due guardie armate, che mettono Sandokan in allerta.

«Fermo, aspetta» lo blocca Yanez quando fa per uscire dal nascondiglio. «Li stanno solo sorvegliando» aggiunge.

Osservando meglio, si accorge che il Portoghese ha ragione e che le guardie non sono lì per arrestare Emilio, ma per vigilare su Laura.

«Ecco spiegato il motivo per cui la tua piccola volpe non si è fatta viva. Per qualche motivo Lord Brown le ha piazzato gli sgherri alle calcagna.» Sospira. «Dubito che Emilio riesca a portarla via senza svelarsi.»

Sandokan rimugina sulle parole dell’amico. Poi si volta verso la tigre e l’accarezza sotto il mento come se fosse un gatto. «È ora di andare a caccia, Kali.»

***

Laura sta cominciando a innervosirsi. Ha ottenuto dal padre il permesso di uscire sul portico con Emilio a patto di essere sorvegliata a vista dai suoi ufficiali, il che significa che Sandokan non ha modo di avvicinarsi senza mettere a repentaglio la propria incolumità.

È una situazione esasperante.

Guarda il ragazzo che le siede accanto e che finge di conoscerla da più di cinque minuti, come di fatto è. Ammira il modo in cui è riuscito a spacciarsi per un giovanissimo parente del Sultano del Brunei, un figlio generato da una delle numerose amanti; a riprova di ciò non solo ha sfoggiato un vestiario appropriato, ma anche un cimelio di corte talmente riconoscibile che nemmeno Lord Edward ha potuto metterlo in dubbio.
Laura si chiede come faccia Sandokan a possedere tali oggetti preziosi, ma poi ricorda che è un pirata.

D’un tratto Emilio si volta verso le sentinelle che vigilano a pochi passi da loro. «Che ne dite di prendervi una pausa? Lady Laura è al sicuro con me.»

Nonostante l’aria annoiata a causa dell’ingrato compito di fare da balia a una ventunenne, i due ufficiali scuotono la testa. «Non possiamo. Ordini di Lord Brown.»

«Capisco.»

Emilio torna a concentrarsi sulla ragazza come se nulla fosse, mostrandole un taccuino consunto su cui è solito disegnare e abbozzare storie.
Laura, però, si accorge che la sua attenzione oscilla da lei alla foresta. Corruga la fronte, cercando di capire cos’aspettarsi, allorché avverte dei rumori a malapena percettibili, come il fruscio di uno spostamento nella vegetazione.

«Guarda me» la invita Emilio in tono sommesso.
La sua espressione ora è più decisa, sebbene continui a sorridere.
«Andrà tutto bene» sussurra.

Lei obbedisce, nonostante sia un fascio di nervi. È come se il suo corpo avvertisse il pericolo imminente, il preludio di ciò che sta per accadere.

Un ringhio feroce spezza la quiete della sera e Kali balza fuori dalla vegetazione, alle spalle dei due ufficiali, atterrandone uno con la faccia rivolta al terreno. L’altro viene ugualmente sorpreso da Sandokan, che lo afferra da dietro puntandogli un pugnale alla gola. «Urla e ti sgozzo» sibila furioso, «E faccio sbranare il tuo amico dalla tigre.»

Spaventata dal susseguirsi di avvenimenti, a Laura sfugge un gridolino che Emilio zittisce prontamente piazzandole una mano davanti alla bocca.

I due ufficiali strabuzzano gli occhi ma non emettono il benché minimo suono. Specialmente quello che giace sotto Kali.

Yanez sopraggiunge con calma, neanche fosse in visita di cortesia. «Fatto?» chiede grattandosi la nuca con la canna della pistola. Poi osserva la tigre intenta a sbavare sul malcapitato ufficiale. «Credo che il micio abbia fame, fratellino.»

Laura emette un verso strozzato contro il palmo di Emilio.

Sandokan se ne accorge e, nell’incrociare gli occhi della ragazza, il suo sguardo si addolcisce. «Buona, Kali. Non è il momento dello spuntino.» Poi nota che Emilio ha ancora una mano premuta sulla sua bocca e l’altra che le stringe i polsi. «Lasciala» ordina in tono secco.

Emilio obbedisce subito. «Scusa» farfuglia arrossendo.

Sandokan fa segno a Yanez di prendere il suo posto, cosicché il Portoghese si avvicina serafico e punta la pistola in mezzo alla fronte dell’ufficiale. «Fai il bravo. Non sono convinto che il gattino riesca a trattenere i propri istinti ed è meglio che stai fermo se non vuoi che sbudelli il tuo compare.» Alza le spalle. «E che io ti spari.»

Laura osserva la scena tremante, incurante di Sandokan che la raggiunge. «Non…Non fatelo…Loro non…» farfuglia terrorizzata all’idea che Kali banchetti con uno sgherro del padre davanti ai suoi occhi.

«Shhh va tutto bene, piccola volpe. Non succederà niente di male.»

«Ma Kali…»

«Obbedisce a me, ricordi?»

Finalmente lo guarda. Le si riempiono gli occhi di lacrime. «Sei qui» sussurra.

«Sono qui.»

Spalanca le braccia e Laura ci si tuffa dentro.

«Credevo che te ne fossi andato» singhiozza nel suo petto, stringendogli la camicia fra le mani.

Posa le labbra sulla sua testa e respira il profumo dei suoi capelli, sollevato nel rivederla sana e salva. «Non senza di te.»

Laura si scosta per guardarlo. Ha il viso umido di lacrime, l’acconciatura disfatta e un’espressione furente. «Perché non sei arrivato prima? Avevi detto tre giorni e poi saresti venuto a prendermi di peso se necessario!»

«E tu perché non ti sei presentata all’appuntamento? Perché sei sparita?» sbotta. «Ma, soprattutto, perché ti sei fidanzata con James Brooke così all’improvviso?»
Sa di suonare petulante e patetico, ma non può farne a meno.

«Ehm, non vorrei interrompere questo meraviglioso scambio fra innamorati» interviene Yanez.
Entrambi si voltano verso di lui.
«Vi ricordo che abbiamo due ostaggi, una tigre affamata e un’intera schiera di nemici dentro casa che potrebbero scoprirci a breve.»

«Giusto» borbotta Sandokan ricomponendosi. «Andiamo.»
Porge la mano a Laura.

Lei lo guarda ed esita.

«Non ho intenzione di lasciarti qui.»

Si succhia il labbro. «Mio padre sa di noi. Ci darà la caccia.»

Sandokan corruga la fronte, ma finalmente realizza cosa sia successo e il motivo per cui Laura era sparita. «Come l’ha scoperto?»

«Gliel’ha detto James. Mi ha sentita parlare di te con la mia cameriera» ammette imbarazzata.

«Perfetto.»

Laura non comprende quel commento, ma non ne ha nemmeno il tempo perché Sandokan si abbassa e, con un movimento fulmineo, l’afferra per le gambe e se la carica facilmente su una spalla.

Si volta verso Emilio e Yanez. «Via!»

I pirati non esitano e corrono con lui verso la foresta, lasciando indietro gli sgherri in balia della tigre.

Laura solleva la testa dalla schiena di Sandokan. «No…Kali!»

«Non li mangerà, stai serena!» sbotta Sandokan correndo nella fitta vegetazione come se lei non pesasse nulla. «Li terrà a bada finché ci saremo allontanati abbastanza!»

Si tranquillizza un poco. Almeno fino a quando sente degli spari provenienti da casa Brown, seguiti da un ruggito furioso.
D’un tratto Laura si preoccupa per il destino di Kali.

Sandokan, però, emette un fischio che le ferisce i timpani e di lì a breve il felino sopraggiunge nella giungla, affiancandoli.

«Capitano, cosa facciamo?» annaspa Emilio. «Presto ci saranno alle calcagna!»

Lui rimugina un istante. «Tu e Yanez andate avanti e fate nascondere il praho in attesa di nuove disposizioni.»

«Cosa?» sbotta incredulo il Portoghese.

«Sarà una manovra diversiva. Brooke e Brown avranno capito che ci sono di mezzo io nella scomparsa di Laura e correranno a cercare la nostra nave in ogni laguna o anfratto di Labuan» spiega. «Nascondetela prima che la trovino o depistatela. Io e lei resteremo nascosti nella foresta in attesa che abbassino la guardia per raggiungervi.»

«Perché non scappiamo prima che ci trovino e basta?» lo incalza Yanez.

«Perché con ogni probabilità non faremmo in tempo a raggiungere il praho prima che ci taglino la strada» ribatte Sandokan con calma inaspettata, quella che lo contraddistingue nel suo ruolo di Capitano. Indica Laura ancora riversa sulla sua spalla con un cenno del capo. «Preferisco non correre rischi.»

«Allora resto con voi.»

«No. Vai avanti con Emilio.»

«Ma…»

«C’è Kali con me.»

Il Portoghese affila lo sguardo di ghiaccio, come se stesse per strigliarlo a dovere.

«Non è giusto che tu corra questo rischio» lo anticipa Sandokan in tono ponderato. «È la mia vendetta. Hai già fatto tanto.»

«Siamo la tua ciurma» interviene Emilio.

Yanez fa un passo verso di lui. «E tu sei come un fratello per me.»

«Continuerete a sostenermi nella fase successiva del piano» insiste, posando la mano sulla spalla del Portoghese. «Ora andate.»

L’altro desiste di malavoglia con un rapido cenno del capo. «Non fare cazzate» mormora brusco. Stringe il braccio di Emilio e lo esorta a correre via, lasciando indietro Sandokan e Laura.

«Potresti mettermi giù?» chiede lei con voce flebile, riportandolo alla realtà.

Con un mezzo sorriso obbedisce. Tuttavia rimane sorpreso quando Laura prende subito ad allontanarsi attraverso la vegetazione senza nemmeno guardarlo. «Ehi, ehi…Dove scappi? Può essere pericoloso…»
Fa per afferrarla per il braccio, ma lei si divincola prontamente. Nel fare ciò, cade a terra.

Sarebbe buffa se Sandokan non notasse i suoi occhi gonfi di lacrime.
«Piccola volpe…?» chiede chinandosi per aiutarla ad alzarsi.

Laura rifiuta la sua mano e si rimette in piedi da sola. Si sistema l’elegante gonna dell’abito sgualcito in più punti nel tentativo di darsi un tono. Poi lo guarda. «Mi devi qualche spiegazione» mormora con voce rotta.



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